Villa da un milione di euro di Matteo Renzi, Telese: ‘Il problema è politico’

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Ha suscitato polemiche il caso della villa da un milione di euro di Matteo Renzi sollevato dal quotidiano “La Verità”.

L’ex segretario del Pd lo scorso 18 gennaio, ospite a Matrix, dichiarava di avere solo 15.859 euro sul proprio conto corrente, sottolineando di avere 5mila euro in meno rispetto a quando era diventato premier.

Luca Telese ha commentato la vicenda in un editoriale per Tiscali Notizie in cui spiega che “lo scoop fatto da Giacomo Amadori su la Verità, dunque, non fa che anticipare i dettagli di una notizia che avremmo comunque conosciuto entro un mese”, in quanto i parlamentari per legge devono rendicontare i propri beni.

“La dichiarazione di Renzi sarebbe stata resa nota – insieme a tutte le altre – nella giornata in cui questo atto di trasparenza viene realizzato da una apposita commissione parlamentare di Palazzo Madama,” aggiunge Telese.

Pertanto siamo di fronte non ad un problema giuridico ma “politico”, scrive l’ex conduttore di Matrix e “riguarda due necessità di coerenza”.

Telese afferma che dopo aver letto “l’accurata inchiesta di Amadori”, ha scoperto ulteriori dettagli: Renzi prima di questo aveva già tre mutui in corso. E commenta:

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“Ecco dunque il primo peccatuccio, solo veniale, direi: se possiedi tre case, e quattro mutui per un totale espositivo di un milione e seicentomila euro di capitale in prestito erogato, è proprio necessario andare a piangere miseria in diretta tv, e vantare la scarsa liquidità davanti a Porro?”

Secondo Telese c’è poi un secondo aspetto, ovvero che meno di due mesi fa Renzi aveva meno di 16.000 in contanti sul conto e “se lamentava di non avere uno stipendio da segretario di partito e di non volerne uno finché lo è stato (un virtuosismo non richiesto), e se l’unica possibile fonte di reddito (in attesa del secondo stipendio da parlamentare della sua vita) sono un libro per la Feltrinelli (da cui notoriamente si guadagna poco) e le sue famose conferenze (le ha appena pronunciate), visto che i diritti sono computati in base alle copie vendute è ovvio che negli osservatori la curiosità si accentui sui 400mila euro della caparra guadagnati in così poco tempo”.

“Il problema – ribadisce il giornalista – non è giudiziario, ma politico: se tu stesso mi parli dei tuoi conti, se tu stesso mi dici che vuoi riconquistare i tuoi elettori, se la tua auto-narrazione è ostentatamente pauperistica, e se perdi, sia in Toscana che in Italia nelle periferie e nei quartieri operai, è ovvio che l’acquisto del villone da 1.3 milioni di euro entra in cortocircuito con questo racconto e lo faccia deflagrare”.

 

 

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