Garlasco, la difesa di Sempio deposita consulenze su impronta 33 e Dna: “Andrea ha il 44 di piede”

Nel prosieguo dell’inchiesta sull’omicidio di Chiara Poggi, la difesa di Andrea Sempio intensifica il proprio lavoro tecnico e peritale, depositando una serie di consulenze che mirano a mettere in discussione le evidenze raccolte dall’accusa. Questo passaggio rappresenta un momento cruciale nel procedimento, poiché si concentra su analisi dattiloscopiche, genetiche, medico-legali e ricostruzioni della scena del crimine, con l’obiettivo di smontare le conclusioni dei consulenti nominati dalla Procura di Pavia.

Le nuove produzioni documentali, trasmesse telematicamente alla Procura, sono state definite dagli avvocati di Sempio come un passo decisivo per contestare le risultanze delle consulenze ufficiali. Tra gli aspetti più rilevanti, spiccano le analisi sulle impronte digitali, le tracce di sangue, le impronte di scarpa e le analisi genetiche sul DNA rinvenuto sotto le unghie della vittima.

Focus sulle Analisi Tecniche e Perizie Depositati

Gli avvocati Liborio Cataliotti e Angela Taccia hanno predisposto elaborati tecnici che affrontano diversi punti dell’indagine. Tra questi, una consulenza dattiloscopica sull’impronta 33, la ricostruzione delle Bloodstain Pattern Analysis (BPA), approfondimenti medico-legali e analisi genetiche sul DNA. A queste si aggiungono valutazioni sulle impronte di scarpa e una memoria difensiva con documentazione volta a contestualizzare alcune dichiarazioni attribuite a Sempio, definite come “soliloqui” e prive di valore probatorio.

Il Nodo della Consulenza Racis e la Contestazione dell’Utilizzabilità

Uno dei punti più delicati riguarda la consulenza psicologica redatta dal RACIS, incaricato dalla Procura di tracciare un profilo della personalità dell’indagato. La difesa ha deciso di sospendere temporaneamente la presentazione di questa consulenza, contestando la sua validità probatoria e l’utilizzabilità in giudizio. Secondo i legali, infatti, la valutazione psicologica non può essere considerata prova finché non viene riconosciuto il suo valore processuale, introducendo così un ulteriore livello di confronto tecnico.

Impronte, Scarpe e DNA: Le Contestazioni della Difesa

Un elemento centrale delle contestazioni riguarda le tracce di calzature trovate nella villetta di via Pascoli a Garlasco. Andrea Sempio, che calza il numero 44, avrebbe una pianta del piede incompatibile con le impronte rinvenute, caratterizzate da un motivo a pallini. La tesi viene rafforzata dal consulente dell’indagato, Armando Palmegiani, che sottolinea come la larghezza della pianta del piede sia incompatibile con le tracce analizzate, mentre la lunghezza non rappresenta un elemento decisivo.

Inoltre, l’impronta 33, trovata sul muro delle scale vicino al corpo di Chiara Poggi, viene considerata “non identificabile” e quindi non attribuibile con certezza scientifica a nessun soggetto. La ricostruzione tridimensionale della posizione di questa traccia viene definita “incongruente” rispetto alle valutazioni della Procura, rafforzando le contestazioni della difesa.

Le Memorie Difensive e i “Soliloqui”

Un altro elemento depositato riguarda una memoria con documentazione finalizzata a contestualizzare alcune dichiarazioni attribuite a Sempio, definite come “soliloqui”. La difesa sostiene che tali espressioni non abbiano natura confessoria né valore indiziario, ma siano semplici commenti privi di rilevanza investigativa, simili a quelli espressi in contesti pubblici come podcast o trasmissioni radiofoniche. Questa strategia mira a escludere qualsiasi interpretazione di responsabilità da parte dell’indagato.

Un Confronto Tecnico-Scientifico in Evoluzione

Il caso Garlasco, a distanza di anni dai fatti, si sviluppa ancora principalmente sul piano tecnico-scientifico. Le nuove consulenze depositate dalla difesa di Sempio rappresentano un passaggio importante nella strategia processuale, con l’obiettivo di smontare punto per punto le conclusioni dell’accusa. La disputa si concentra su dettagli peritali complessi, come le impronte digitali, le tracce biologiche e le analisi della scena del crimine, che continuano a giocare un ruolo decisivo nel definire le responsabilità e le ipotesi investigative ancora aperte.

Il dibattito tra accusa e difesa si intensifica, evidenziando come l’analisi scientifica e le perizie tecniche siano elementi fondamentali nel delineare il quadro giudiziario di uno dei casi di cronaca nera più discussi degli ultimi anni.

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