Corteo “No Kings” a Roma: migliaia di manifestanti contro la guerra con volti di Meloni, Nordio e La Russa capovolti – aggiornamenti in tempo reale

È stata una giornata di forte mobilitazione quella di oggi a Roma, dove si è svolta la manifestazione nazionale di No Kings Italia, tappa italiana della mobilitazione globale “Together. Contro i Re e le loro guerre”. Migliaia di persone si sono radunate nella Capitale per un corteo che ha visto la partecipazione di sigle sindacali, associazioni, movimenti e collettivi provenienti da tutta Italia, uniti in una protesta contro la guerra, le politiche internazionali e, sul piano interno, anche contro l’esito del referendum.

La manifestazione, che ha visto una partecipazione stimata dagli organizzatori in circa 300mila persone, ha attraversato le strade di Roma partendo da piazza della Repubblica e arrivando fino a piazza del Verano, con un percorso ampliato rispetto alle previsioni iniziali a causa dell’elevato afflusso. La partecipazione, secondo le stime della Questura, si aggirerebbe intorno ai 25mila manifestanti, mentre gli organizzatori rivendicano numeri molto più alti, sottolineando la grande risposta popolare alla mobilitazione.

Il corteo ha occupato la Tangenziale Est, estendendo il percorso e bloccando temporaneamente il traffico cittadino con lo slogan “Blocchiamo tutto”. Tra i momenti più significativi della giornata, gli interventi di figure di spicco come Nicola Fratoianni e Ilaria Salis, che hanno chiesto un intervento immediato del governo sulla vicenda diplomatica riguardante l’ambasciatore tedesco, e il segretario generale della Cgil Maurizio Landini, che ha ribadito il carattere pacifico e democratico della protesta.

In piazza sono stati esposti simboli di forte impatto politico e simbolico, tra cui volti di leader politici come Meloni, La Russa e Nordio, appesi a testa in giù davanti a una ghigliottina, come gesto di resistenza contro la propaganda dei “potenti”. Inoltre, sono comparsi striscioni anarchici contro il 41bis, con richiami alla libertà di Alfredo e alla lotta contro le ingiustizie dello Stato.

La manifestazione ha anche assunto un carattere internazionale, con bandiere di Palestina, Iran, Cuba e Venezuela, a testimonianza della solidarietà globale e del carattere politico della mobilitazione. La partecipazione si è sviluppata in un clima di forte tensione simbolica, con momenti di protesta anche contro il governo e le sue politiche, e con slogan rivolti alla difesa della pace e della democrazia.

Maurizio Landini, dal palco del corteo, ha sottolineato come questa sia “la piazza del no al referendum” e contro il governo, evidenziando che “tutti i nostri problemi oggi vengono da lì, dal salario ai rischi per la democrazia”. Ha inoltre ribadito che la mobilitazione rappresenta una grande domanda di pace e un atto di resistenza democratica, invitando alla partecipazione come strumento di difesa della democrazia stessa.

Il corteo si è concluso con un appello alla mobilitazione continua e alla solidarietà internazionale, in un momento storico segnato da incertezze e tensioni globali. La giornata di oggi si conferma come un momento di forte coesione tra diverse sigle e movimenti, uniti nel rifiuto della guerra e delle politiche autoritarie, e nel sostegno a un mondo più giusto e pacifico.

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