Crosetto bloccato a Dubai durante la crisi Iran, M5S chiede le dimissioni: scontro politico sulla sicurezza

Il ministro della Difesa fermo a Dubai

L’escalation militare tra Iran, Israele e Stati Uniti ha avuto ripercussioni anche sugli Emirati Arabi Uniti, dove nelle ultime ore sono stati segnalati attacchi e chiusure dello spazio aereo. In questo contesto si trova Guido Crosetto, ministro della Difesa, partito nei giorni scorsi per Dubai con un volo civile per raggiungere i familiari e rimasto bloccato dopo la sospensione dei collegamenti.

La circostanza ha acceso immediatamente il confronto politico in Italia. Il punto non è soltanto la difficoltà logistica nel rientro, ma il fatto che il titolare della Difesa si trovi all’estero in una fase considerata tra le più delicate per la sicurezza internazionale degli ultimi anni.

L’attacco del M5S: “Questione istituzionale”

Il vicepresidente del Movimento 5 Stelle, Stefano Patuanelli, ha parlato di una “questione istituzionale” e chiesto le dimissioni del ministro. Secondo il M5S, la vicenda solleva interrogativi sul livello di informazione preventiva ricevuto dal governo italiano rispetto agli sviluppi militari e sul coordinamento con gli alleati.

“Quando sono in gioco la sicurezza nazionale e i nostri militari all’estero – sostiene Patuanelli – l’improvvisazione non è ammessa”. Per i pentastellati, l’assenza fisica del ministro in un momento di crisi rappresenta un problema politico, non personale.

Le critiche di Rifondazione Comunista

Alla polemica si è aggiunta anche Rifondazione Comunista. In una nota, esponenti del partito hanno parlato di “irrilevanza internazionale dell’Italia”, sostenendo che la mancata comunicazione preventiva da parte degli alleati rappresenterebbe un segnale di scarsa considerazione politica.

Secondo questa lettura, l’episodio sarebbe il sintomo di una politica estera troppo allineata e poco autonoma. Un’accusa che si inserisce nel più ampio dibattito sulle relazioni con la NATO e con Washington.

La replica della maggioranza

La maggioranza ha respinto le richieste di dimissioni, definendole strumentali. Esponenti di Fratelli d’Italia hanno parlato di polemica politica fuori luogo, sottolineando che il governo resta pienamente operativo.

Da Palazzo Chigi è stato convocato un vertice con la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, il ministro degli Esteri Antonio Tajani e il sottosegretario Mantovano. Crosetto ha partecipato in collegamento, insieme ad altri membri dell’esecutivo, per coordinare le misure relative alla crisi e al rientro dei cittadini italiani.

Emergenza o coincidenza?

Il nodo politico resta aperto: l’assenza fisica del ministro della Difesa dal territorio nazionale, in una fase di emergenza internazionale, è solo una coincidenza sfortunata oppure un problema istituzionale?

Per l’opposizione è il simbolo di un governo impreparato. Per la maggioranza si tratta di un episodio contingente, gestito con collegamenti costanti e riunioni operative. Intanto, mentre la crisi in Medio Oriente evolve rapidamente, il confronto politico interno si fa sempre più acceso.

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