Caso Bastoni, giudice sportivo squalifica dirigenti Juve per proteste. Il difensore dell’Inter rompe il silenzio

È arrivata la decisione del giudice sportivo dopo le tensioni esplose al termine del primo tempo di Inter-Juventus, gara segnata da polemiche e da un episodio che ha acceso il confronto tra campo e dirigenze. Nel mirino dei provvedimenti disciplinari sono finiti l’amministratore delegato bianconero Damien Comolli e il dirigente Giorgio Chiellini, entrambi sanzionati per il comportamento tenuto nei confronti dell’arbitro Federico La Penna.

Il match, già carico di tensione per la presunta simulazione di Alessandro Bastoni, ha vissuto momenti concitati nel tunnel che conduce agli spogliatoi. Lì si sarebbero concentrate le proteste dei rappresentanti juventini nei confronti del direttore di gara, ritenuto responsabile di decisioni controverse.

Le motivazioni del giudice sportivo

Secondo quanto riportato nel dispositivo ufficiale, l’ad Damien Comolli è stato inibito fino al 31 marzo. Il giudice sportivo evidenzia che il dirigente, “al termine del primo tempo, nel tunnel che adduce agli spogliatoi” ha “assunto un atteggiamento aggressivo e gravemente intimidatorio nei confronti del Direttore di gara, cercando il contatto fisico con il medesimo, evitato grazie all’intervento dell’allenatore della Juventus Luciano Spalletti e di altri tesserati e collaboratori, proferendo inoltre espressioni gravemente insultanti avverso il medesimo Direttore di gara e reiterando tale comportamento anche nella zona antistante lo spogliatoio dell’arbitro”.

Una condotta giudicata particolarmente grave, sia per il tentativo di contatto fisico sia per il tono delle espressioni rivolte al direttore di gara, che ha portato a una sanzione prolungata.

Per quanto riguarda Giorgio Chiellini, l’inibizione è stata fissata fino al 28 febbraio. Nel provvedimento si legge che, sempre nel tunnel verso gli spogliatoi, ha “contestato in modo concitato ed irriguardoso l’operato del Direttore di gara, reiterando tale comportamento anche nella zona antistante lo spogliatoio dell’Arbitro”. Inoltre, avrebbe rivolto “critiche offensive indirizzate agli Ufficiali di gara; infrazione quest’ultima rilevata da un Assistente”.

Kalulu squalificato, tensione alta in casa Juventus
Non solo dirigenti. Il giudice sportivo ha fermato per una giornata anche il difensore Pierre Kalulu, espulso durante la gara. L’episodio si inserisce nel contesto della contestata simulazione attribuita ad Alessandro Bastoni, azione che ha condizionato l’andamento della partita e alimentato le proteste bianconere.

La squalifica di Kalulu rappresenta un ulteriore elemento di difficoltà per la Juventus, chiamata ora a gestire le assenze e a stemperare un clima di forte nervosismo. Le decisioni disciplinari confermano la linea dura adottata nei confronti dei comportamenti ritenuti lesivi del rispetto verso gli ufficiali di gara.

Bastoni rompe il silenzio

Il difensore ha esordito spiegando di aver voluto attendere qualche giorno prima di esporsi pubblicamente, così da poter rivedere le immagini con la necessaria lucidità e confrontarle con le sensazioni provate in tempo reale sul terreno di gioco. Bastoni ha ammesso senza giri di parole di aver percepito un contatto sul braccio da parte di Kalulu ma ha riconosciuto che la sua caduta è stata assolutamente accentuata. Questa dichiarazione rompe il muro di omertà che spesso circonda certi episodi di campo, dove i calciatori tendono raramente a confermare di aver forzato la mano con il direttore di gara. L’essere umano ha il diritto di sbagliare, ha sottolineato il giocatore, ma ha anche il dovere morale di riconoscere l’errore commesso specialmente quando questo influisce in modo così determinante sul corso di una partita importante come il derby d’Italia. Il suo rammarico principale non è legato tanto alla caduta quanto al comportamento tenuto subito dopo il provvedimento arbitrale, descritto come una reazione figlia della trance agonistica ma comunque brutta da vedere per chi osserva da casa.

Un punto centrale dell’intervento di Bastoni ha riguardato il trattamento ricevuto dai mezzi di comunicazione e sui social network nei giorni successivi all’incontro. Il difensore ha parlato apertamente di gogna mediatica e di un diffuso senso di finto perbenismo da parte di molti addetti ai lavori. Secondo il calciatore dell’Inter, è inaccettabile che una carriera costruita su oltre trecento presenze ai massimi livelli venga messa in discussione o definita da un singolo episodio di simulazione. Egli ha evidenziato come la critica costruttiva sia parte integrante del mestiere, ma ha condannato fermamente gli attacchi personali che hanno coinvolto anche la sua sfera privata, menzionando i commenti sgradevoli ricevuti da sua moglie e sua figlia. La solidità mentale mostrata in conferenza suggerisce che, nonostante la pressione, il giocatore sia pronto a voltare pagina, forte della consapevolezza che il suo valore come uomo e come atleta non possa essere scalfito da una singola serata storta.

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