Iran richiama l’ambasciatrice italiana in risposta alle dichiarazioni di Tajani sui Pasdaran

L’Italia propone l’inserimento dei Pasdaran nella lista terroristica dell’UE: Teheran reagisce duramente
L’Italia si prepara a fare un passo deciso nella sua politica verso l’Iran, annunciando l’intenzione di proporre l’inserimento delle Guardie Rivoluzionarie iraniane (Pasdaran) nella lista delle organizzazioni terroristiche dell’Unione Europea. La decisione, annunciata dal ministro degli Esteri Antonio Tajani, avverrà nel corso del prossimo Consiglio Affari Esteri dell’UE, in coordinamento con i partner europei, e rappresenta un allineamento con le posizioni già assunte da Germania e Stati Uniti.
La mossa italiana ha scatenato una dura reazione da Teheran, che ha convocato l’ambasciatrice italiana a Teheran, Paola Amadei, per esprimere il proprio disappunto. La Farnesina ha confermato l’incontro, durante il quale il direttore generale per l’Europa occidentale, Ali Reza Yousefi, ha ribadito che i Pasdaran sono “parte delle forze armate ufficiali della Repubblica Islamica dell’Iran” e ha avvertito che eventuali sanzioni avrebbero “conseguenze dannose” sui rapporti bilaterali.
L’obiettivo di Roma: isolare le Guardie Rivoluzionarie
L’Italia punta a un maggiore isolamento politico e finanziario delle Islamic Revolutionary Guard Corps (IRGC), un vero e proprio colosso economico e militare che in Iran ha ormai superato l’esercito regolare. Gli interessi delle Guardie si estendono dalle telecomunicazioni al petrolio, con ramificazioni anche all’estero, e rappresentano una delle principali leve di potere del regime di Teheran.
Tajani ha sottolineato che l’iniziativa italiana si inserisce in un contesto di coordinamento europeo, con l’obiettivo di rafforzare la pressione internazionale sul regime iraniano, già sotto sanzioni da parte di Stati Uniti, Australia e Canada. L’eventuale inserimento dei Pasdaran nella lista nera dell’UE richiede l’unanimità dei Ventisette, ma al momento Francia e Spagna si mostrano ancora contrarie, preoccupate dalle possibili ripercussioni diplomatiche.
Un delicato equilibrio diplomatico
L’adozione di questa misura potrebbe infatti compromettere ulteriormente i canali di dialogo con Teheran, rendendo più difficile il negoziato sul nucleare iraniano e il rilascio di cittadini europei detenuti nelle carceri della Repubblica Islamica. La decisione di Bruxelles, dunque, si scontra con le esigenze di mantenere un dialogo aperto e costruttivo con l’Iran, in un momento di forti tensioni geopolitiche e di violazioni dei diritti umani.
Il precedente statunitense e le implicazioni future
Nel 2019, gli Stati Uniti avevano già designato i Pasdaran come organizzazione terroristica, una mossa che aveva isolato ulteriormente il regime di Teheran. L’eventuale adesione dell’UE rappresenterebbe un ulteriore passo nella pressione internazionale, con possibili ripercussioni anche sul fronte diplomatico e sulla stabilità regionale.
L’Italia, con questa iniziativa, apre un fronte delicato nel confronto con Teheran, che potrebbe influenzare gli equilibri diplomatici nei prossimi mesi. La partita è aperta, e il rischio di un’escalation è dietro l’angolo, mentre il regime iraniano si prepara a difendersi con fermezza dalle accuse di “irresponsabilità” e “provocazioni” provenienti dall’Occidente.



