“Mi toccò proprio lì, che schifo”. Medugno torna a parlare di Signorini: nuovi dettagli shock

Il caso mediatico che vede coinvolti Antonio Medugno e Alfonso Signorini continua a arricchirsi di nuovi, scottanti dettagli. Durante la puntata della trasmissione Lo Stato delle Cose, condotta da Massimo Giletti e andata in onda il 19 gennaio 2026, il giovane modello partenopeo è tornato a parlare pubblicamente della vicenda che lo vede protagonista. Le sue dichiarazioni arrivano in un momento estremamente delicato, ovvero poche ore dopo la sua testimonianza ufficiale rilasciata presso la procura, dove è stato ascoltato dai magistrati in merito alle accuse di estorsione e violenza sessuale mosse nei confronti dell’ex conduttore del Grande Fratello. Il clima si fa sempre più teso, mentre emergono particolari crudi che delineano un quadro di presunti abusi e pressioni psicologiche che avrebbero segnato profondamente la vita del ragazzo negli ultimi anni.
Il racconto delle presunte molestie
Entrando nel merito delle accuse più gravi, Antonio Medugno ha descritto episodi di una pesantezza estrema, parlando apertamente di contatti fisici non graditi. Ha dichiarato che Signorini gli avrebbe messo una mano sulle parti intime, un gesto che lo avrebbe lasciato pietrificato e disgustato. Il modello ha sottolineato come in quel frangente l’interlocutore non mostrasse alcun segno di imbarazzo, mentre lui viveva un profondo disagio interiore. Medugno ha usato parole forti, affermando che quel tipo di approccio gli faceva schifo e che per molto tempo ha preferito tacere, non rivelando nulla nemmeno ai propri familiari. Il giovane ha spiegato di essersi recato da Signorini con la speranza di poter intraprendere un percorso professionale basato esclusivamente sul proprio lavoro e merito, convinto di poter evitare qualsiasi tipo di compromesso degradante.
Un altro tema caldo riguarda la natura dei messaggi scambiati tra i due. Medugno ha rigettato con forza le voci secondo cui tra lui e il giornalista ci fosse stato un rapporto consenziente finalizzato a ottenere visibilità televisiva o l’ingresso nella casa del Grande Fratello. Ha ribadito che dalle chat depositate agli atti si evince chiaramente come lui non abbia mai assecondato le avance e come non ci sia mai stato alcun incontro sessuale tra loro. Le domande poste da Signorini nei messaggi, giudicate dal modello come volgari e inappropriate, sarebbero la prova di un clima di pressione costante. Medugno ha confidato queste esperienze al suo psicologo solo dopo un mese dai fatti, a dimostrazione del trauma subito e della difficoltà di elaborare quanto accaduto in un ambiente professionale così competitivo e complesso.
Il coinvolgimento della magistratura
L’ex gieffino ha confermato di aver riportato integralmente queste accuse ai pubblici ministeri durante l’interrogatorio mattutino. Sebbene non si sia sbilanciato sull’esistenza di un vero e proprio sistema Signorini, ha ammesso che la sua esperienza potrebbe non essere un caso isolato, pur non avendo prove dirette di altre vittime. La decisione di uscire allo scoperto e denunciare è maturata dopo che la vicenda è diventata di dominio pubblico a causa della diffusione di alcune immagini non autorizzate. Medugno ha chiarito che non era sua intenzione iniziale dare in pasto ai media la sua sofferenza, ma l’intervento del suo ex manager e la successiva pubblicazione da parte di Fabrizio Corona lo hanno spinto a cercare giustizia nelle sedi opportune. Nonostante la gravità della situazione, il modello si è detto finalmente sereno per aver potuto raccontare la sua verità senza ansia.
La difesa di Alfonso Signorini
Dall’altro lato della barricata, Alfonso Signorini ha sempre respinto ogni accusa di violenza o estorsione, dichiarandosi completamente innocente. I suoi legali non hanno rilasciato nuove dichiarazioni immediate dopo l’intervento di Medugno a Lo Stato delle Cose, ma in precedenza avevano parlato di un uomo profondamente avvilito dalla gogna mediatica a cui è sottoposto. Il giornalista ha scelto la via dell’autosospensione dai suoi impegni professionali per potersi difendere al meglio nelle sedi legali, sostenendo che i rapporti con Medugno fossero di natura diversa da quella descritta dal giovane. La battaglia legale si preannuncia lunga e complessa, con la procura che dovrà vagliare attentamente ogni messaggio e testimonianza per stabilire dove finisca la sfera privata e dove inizi il rilievo penale delle condotte contestate.




