OSPEDALI ITALIANI, IL BLITZ IMPROVVISO DEI MILITARI HA PORTATO ALLA LUCE LA TREMENDA VERITÀ

I controlli effettuati nell’ultimo mese hanno fatto finalmente chiarezza su una situazione che si è configurata più grave del previsto. La situazione della sanità italiana non è purtroppo delle migliori, la crisi del Covid degli ultimi anni non ha fatto altro che minare un comparto già fortemente provato dai tagli dei governi precedenti alla pandemia.

carabinieri del Nas hanno proceduto ad effettuare controlli in tutta Italia, sono state ben 1.934 le strutture sanitarie oggetto delle attenzioni delle forze dell’ordine. Il quadro che ne è venuto fuori non è affatto confortante, troppe le irregolarità registrate: ecco cosa hanno scoperto.

IL BLITZ DEI MILITARI

E’ da metà novembre che i carabinieri del Nas hanno iniziato ad effettuare i controlli in ospedali ed Rsa di tutta Italia, riscontrando delle irregolarità allarmanti. Dopo aver vagliato ben 1.934 strutture sanitarie e verificato la posizione lavorativa di 11.600 sanitari, tra medici, infermieri e altre professioni sanitarie sono merse irregolarità in 165 posizioni lavorative.

I militari hanno messo in evidenza come, in tutte queste strutture, sia stata riscontrato quasi sistematicamente un certo modus operandi: “Ricorrono sempre più spesso a contratti di appalto per avvalersi di professionalità sanitarie – medici, infermieri ed operatori sanitari – forniti da società esterne, solitamente riconducibili a cooperative“.

Alla fine i Nas hanno segnalato in totale 205 persone in totale alle autorità competenti, circa 83 all’Autorità Giudiziaria e 122 a quella Amministrativa. Si tratta di responsabili di cooperative, titolari di strutture sanitarie ed operatori sanitari, che avrebbero agito compiendo delle irregolarità piuttosto gravi, ora oggetto delle attenzioni della magistratura. Tra le accuse più gravi ci sarebbero la fornitura da parte di cooperative di medici con età anagrafica superiore ai 70 anni stabiliti da contratto, l’esercizio abusivo della professione e l’impiego di figure sanitarie esterne collocate in attività lavorativa senza l’adeguata formazione sulla tutela della sicurezza nei luoghi di lavoro.

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