SVANITA OGNI SPERANZA, IL CORPO DEL PICCOLO MATTIA È STATO RITROVATO

Una terribile onda marrone lo ha strappato dalla braccia della madre, che ha cercato di tenerlo stretto a sé, fino a quando la potenza dell’acqua li ha divisi. Il nome di Mattia Luconi è rimasto, dal 15 settembre sera, nell’elenco dei dispersi.

Il Nevola, con tutta la sua forza, lo ha trascinato via, nonostante avesse cercato di tenersi aggrappato ad un albero. Di Matty, così felice del suo ritorno a scuola, come lo hanno descritto le sue maestre, con un sorriso speciale sul volto, non si è saputo più nulla.

Le ricerche, sono andate avanti senza sosta, nella disperata corsa contro il tempo di trovare vivi i dispersi nell’alluvione che ha devastato le Marche; regione per cui è stato dichiarato lo stato d’emergenza.

Incessante il lavoro dei vigili del fuoco, dei volontari della protezione civile, dei carabinieri, della guardia di finanza, dei sommozzatori e dei cani molecolari addestrati a San Marino e in Svizzera, tra i più efficienti nel ritrovamento di persone in qualsiasi stato si trovino. Intanto, Silvia e Tiziano, genitori di Mattia, non hanno mai smesso di credere che il loro unico figlio potesse essere vivo.

Tiziano, in particolare, ha sempre sperato che il suo adorato bambino potesse essere, da qualche parte, addormentato, svenuto, nascosto perché impaurito o fuggito al sicuro. Ma dove? Questa è la domanda che ha attanagliato i parenti del bimbo che non parla, è autistico, ma si esprime perfettamente con gli occhi… occhi in cui era racchiuso il terrore dinnanzi all’ondata che se l’è portato via.

Poi, il 19 settembre, i sommozzatori hanno ritrovato lo zainetto scolastico di Mattia, assieme ad un lembo di felpa, a 8 chilometri di distanza dal punto in cui, prima i tronchi e le macerie, poi l’impatto dell’onda in piena, hanno travolto la Mercedes Classe A a bordo della quale madre e figlio viaggiavano. Il 20 settembre mattina, sono state ritrovate anche le piccole scarpe da tennis del piccolo, rinvenute nei pressi del corso del fiume Nevola. Dopo 8 giorni di ricerche, ogni speranza è stata vanificata. Il corpo del piccolo Mattia Luconi, è stato rinvenuto senza vita.

Il cadavere è stato ritrovato dai carabinieri in un terreno nel Comune di Trecastelli, in provincia di Ancona, in un campo a Castelleone di Suasa. Il piccolo era completamente avvolto dal fango e in avanzato stato di decomposizione, per questo sarà necessario procedere al riconoscimento ufficiale attraverso l’esame del Dna e l’esame autoptico che sarebbero già stati disposti. Sarà necessario aspettare gli accertamenti medico-legali, ma tutto fa pensare che si tratti proprio del piccolo Mattia.

In particolare, a far propendere sul fatto che si tratti proprio di Nicolosi, la maglietta blu che aveva ancora addosso quando il suo corpo è stato ritrovato, poco fa, dai carabinieri su segnalazione del proprietario del campo del macabro ritrovamento, adiacente al fiume Nevola, vicino via Santissima Trinità, dunque a diversi chilometri di distanza dal punto in cui, la sera del 15 settembre, è stato trascinato via dalla forza del fiume in piena.

Nulla ha potuto fermare la potenza e la furia dell’acqua, dei detriti, del fango, che ha investito la vettura su cui il piccolo viaggiava con la mamma, la farmacista Silvia Mereu. La 42enne, originaria di Urzulei, separata dal marito Tiziano, si era salvata per miracolo, restando aggrappata per due ore ad un albero, in attesa dell’arrivo dei soccorritori, per poi essere ricoverata, senza mai smettere di chiedersi dove fosse finito il suo adorato bambino.

Dopo 8 giorni tutte le speranze di ritrovare Mattia vivo, magari rifugiatosi da qualche parte, come il papà aveva pensato, sono svanite. Il piccolo Mattia non ce l’ha fatta. Le mie più sentite condoglianze ai genitori di questo splendido angelo. “Speravo che non lo trovassero più. Queste sono le prime parole, affrante , del padre Tiziano, alla notizia dell’avvenuto ritrovamento del suo bambino.

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