Ora il Pd incolpa la Meloni per il suicidio della docente trans

Continua il linciaggio mediatico nei confronti di Giorgia Meloni e di Fratelli d’Italia. Ora sono Alessandro Zan e Monica Cirinnà ad accusare la destra d’opposizione di essere, implicitamente, responsabile della morte di Cloe Bianco.

Il deputato padovano del Pd, autore del contestato Ddl contro l’omotransfobia, su Facebook, ha tuonato contro”il modello di Paese di Fratelli d’Italia” e ha accusato il partito della Meloni di non aver detto “una sola parola su Cloe Bianco, professoressa trans suicida tra le fiamme del camper in cui viveva a Belluno, dopo l’allontanamento forzato dal posto di lavoro e anni di emarginazione”. Zan ha attaccato duramente Elena Donazzan, assessora all’Istruzione in Veneto, di essere rimasta in silenzio “dopo aver pubblicamente ricoperto di insulti la stessa Cloe per il suo coming out come persona trans e aver fatto pressioni politiche pesanti affinché fosse allontanata dall’insegnamento”. Insomma, la docente trans sarebbe morta per mano della Donazzan, è il ragionamento di Zan che, poi, se la prende con Federico Sboarina. Secondo il deputato del Pd, il sindaco uscente di Verona, pur di essere rieletto, attacca lo sfidante Damiano Tommasi e la comunità trans”come fossero persone da escludere dalla cittadinanza”. E, infine, come in un climax ascendente, arriva l’affondo nei confronti di Giorgia Meloni che “sbraita per mezza Europa contro una presunta ‘lobby lgbt’”. Lo scopo è sempre quello di far passare FdI come il partito dell’odio solo perché si schiera contro la teoria gender. “La teoria del complotto di una lobby gay che mirerebbe a sovvertire l’ordine naturale assomiglia drammaticamente ai più terribili discorsi d’odio del fascismo contro presunte ‘lobby ebraiche’, e ci riporta ai momenti più bui del ‘900”, scrive Zan in un secondo post dove ha postato il video del discorso che Giorgia Meloni ha tenuto in Spagna. “Non possiamo abbassare la guardia su questi continui, mirati, pericolosi attacchi: la politica che fomenta l’odio è la stessa che innesca la violenza nella società”, ha chiosato Zan.

La senatrice Cirinnà, invece, ritiene non solo che Cloe Bianco sia morta di odio, ma che quell’odio sia stato “manifestato e alimentato da applausi in parlamento contro una legge che questo vuole impedire: che le persone trans e tutte le persone LGBT+ siano oggetto di un odio e uno stigma che uccidono”. Anche qui l’accusa è chiara: FdI non ha votato il Ddl Zan e, quindi, è colpevole e promotrice di odio. “Tutti e tutte coloro che da anni si fanno megafono di quest’odio, nei palazzi, sui giornali, nelle piazze, devono sentire la responsabilità della decisione di Cloe Bianco”, sentenzia la Cirinna. La senatrice romana assicura: “Continueremo a batterci perché il parlamento approvi prima possibile una buona legge contro l’omolesbobitransfobia, senza sconti, senza escludere l’identità di genere, senza lasciare indietro nessuno”.

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