La guida di Esquire al tradimento

«La cosa strana è che quando V. mi ha cacciato di casa non riuscivo a credere che stesse succedendo davvero. Un po’ è perché sembrava tipo una scena da film: ha anche lanciato delle cose mie fuori dalla finestra, solo che prima sbirciava che di sotto non ci fosse nessuno e quindi in realtà era una cosa anche un po’ ridicola. Vabbè. Non è solo per questo, c’è anche qualcos’altro. Mi sembrava… non so, non voglio dire ingiusto perché non sono mica pazzo, aveva scoperto che mi vedevo con un’altra da quasi un anno, sapevo benissimo di essermela cercata, di essere dalla parte del torto, diciamo. Però sì, se devo dirti la verità in quel momento ero arrabbiato io con lei, mi sembrava di subire un’ingiustizia».

Luca, che non si chiama Luca e ha raccontato la sua storia a Esquire in confidenza e a condizione del più stretto anonimato – oltre che dietro compenso di due spritz a orario da giocatori di videopoker, consumati in un esercizio adeguatamente sordido – in effetti come proveremo a chiarire in seguito non è pazzo, né le sue considerazioni a proposito del tradimento sono le più spiazzanti o potenzialmente offensive in cui ci imbatteremo. Farsi raccontare dalle persone i tradimenti consumati e subiti dopo un po’ comincia a somigliare a farsi raccontare i sogni: si accede a un luogo intimo e palesemente inattendibile della loro memoria, che però nelle sue incongruenze ha qualcosa di universale.

Come si tradisce oggi? Sono cambiate le cose rispetto a qualche decennio fa? Lo abbiamo chiesto a Enzo, investigatore privato di 56 anni di cui quasi 30 trascorsi tra pedinamenti e poste collaborando con alcuni degli studi legali più importanti d’Italia. «Adesso è cambiato tutto», ci ha detto subito, «è tutta tecnologia e infatti io mi sto allontanando, perché a me la tecnologia non piace». Un incipit vagamente alla Marlowe che ci ha subito conquistati. «Mi sono capitati questi sposini, lui ci ha chiesto di seguire la moglie perché aveva dei dubbi su di lei. È saltato fuori che lei si vendeva su Internet, sulle chat. Non per bisogno eh, per chissà quali motivi suoi. Erano sposati da nemmeno sei mesi». Quali sono gli orari e i luoghi preferiti dai fedifraghi? «Per la classe media tutto ruota intorno al lavoro, anche il tradimento. In pausa pranzo ci si vede in un motel. O magari velocemente dopo il lavoro, con la scusa dell’aperitivo coi colleghi. O anche al mattino presto. Gli amanti non si vedono mica solo per fare sesso, fanno colazione insieme, parlano. Per i ricchi invece non ci sono luoghi e non ci sono orari. C’è l’autista, lo staff, tutti collaborano, è una specie di coreografia. Alcuni riescono a farsi una settimana di vacanza con l’amante senza che la moglie si insospettisca».

Per uno che frequenta quotidianamente il disincanto, Enzo ha una sorprendente propensione per le storie (all’incirca) a lieto fine: «Un uomo importante, ricchissimo, una volta mi fece seguire per un po’ la moglie, che in effetti un pomeriggio andò a letto con un altro personaggio altrettanto noto e potente. Ma il marito lo sapeva già, in realtà, sapeva che lei aveva bisogno di concedersi una scappatella del genere ogni due anni circa, voleva solo la conferma. Mi disse che per lui non era un problema, che lei se lo meritava, che era una moglie e una madre meravigliosa e che per lui aveva fatto sacrifici enormi. Era quasi commosso». O ancora: «Una sola volta, diversi anni fa, mi è capitato che un marito beccato con l’amante abbia affrontato la moglie e le abbia proposto di andare a Parigi tutti e tre per un congresso. L’ultima volta che ho avuto loro notizie, circa un anno fa, vivevano ancora felicemente tutti e tre insieme».

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