Guerra in Ucraina, annunciato quarto round di negoziati: “Russia non pone ultimatum, Kiev non si arrende”

Guerra in Ucraina, il consigliere del presidente Volodymyr Zelensky, Mykhailo Podoliak, ha riferito che il quarto round di negoziati potrebbe tenersi nelle giornate di lunedì 14 e martedì 15 marzo. La notizia è stata diffusa da Kyiv Independent.

Guerra in Ucraina, quarto round di negoziati: “Russia non pone ultimatum, Kiev non si arrende”
Nel primo pomeriggio di domenica 13 marzo, è stato annunciato che nelle giornate di lunedì 14 e di martedì 15 potrebbe avere luogo il quarto round di negoziati tra la delegazione ucraina e la delegazione russa. L’imminente nuovo round di trattative è stato comunicato dal consigliere del presidente Volodymyr Zelensky, Mikhailo Podolyak, al Kyiv Independent, che ha diramato l’informazione.

Nel corso dei primi tre incontri tra le due delegazioni, non sono stati raggiunti risultati significativi.

A questo proposito, il consigliere Podoliak ha scritto un tweet per precisare quali siano i rapporti che sussistono tra i due gruppi di negoziatori. Nello specifico, Podolyak ha dichiarato: “Per chiarire. Durante i negoziati la Federazione russa non sta ponendo ultimatum ma ascolta attentamente le nostre proposte. L’Ucraina non cederà sulle sue posizioni. Le nostre richieste sono la fine della guerra ed il ritiro delle truppe della Federazione russa. Vedo comprensione e c’è un dialogo”.

Kherson, cittadini protestano contro gli invasori russi
Intanto, a Kherson, gli abitanti della città portuale situata nella zona meridionale dell’Ucraina stanno continuando a protestare nelle piazze contro l’occupazione messa in atto dalle truppe russe. A fomentare le proteste di cittadini, anche la preannunciata organizzazione di un referendum fasullo attraverso il quale gli invasori hanno intenzione di creare un’altra regione separatista, ricalcando il modello delle Repubbliche Popolari di Donetsk e di Lugansk.

Una simile manovra è stata concepita per creare un’amministrazione fantoccio nella città, come riportato dalla BBC.

Le immagini diffuse dall’emittente mostrano una folla di persone radunata in Piazza della Libertà, situata nel cuore di Kherson, intente a sventolare la bandiera ucraina e agitando in aria cartelli con la scritta: “Kherson è l’Ucraina”.

Giornalista americano vittima della guerra in Ucraina, Sullivan: “Mosca subirà gravi conseguenze”
In seguito alla diffusione della notizia relativa all’uccisione del giornalista americano a Irpin, è intervenuto il consigliere per la sicurezza nazionale della Casa Bianca, Jack Sullivan. Il consigliere statunitense, intervistato dalla CNN, ha annunciato che la Russia subirà “gravi conseguenze” per l’azione commessa.

Intervenendo alla trasmissione Face the Nation, inoltre, Sullivan ha dichiarato: “Stiamo seguendo questi ultimi sviluppi molto attentamente e risponderemo alla morte del giornalista del New York Times in maniera proporzionata”.

Guerra in Ucraina: bombardata scuola a Mykolaiv
Nel pomeriggio di domenica 13 marzo, un raid russo si è abbattuto su una scuola situata nella città di Mykolaiv, a circa 100 chilometri a est di Odessa. La notizia è stata confermata dal governatore regionale Vitaly Kim, che ha precisato che i soccorritori sono al lavoro sul sito del bombardamento e stanno scavando tra le macerie per cercare corpi ed eventuali superstiti.

Nella città di Mariupol, invece, il consiglio comunale della città ha comunicato la presenza di 2.187 morti causati dagli attacchi russi dall’inizio del conflitto tra Mosca e Kiev. Nelle ultime 24 ore, inoltre, sono stati registrati 24 bombardamenti che avrebbero preso di mira obiettivi civili con più di un centinaio di bombe.

Cremlino su attacco a Yavoriv: “Distrutte armi straniere, uccisi mercenari”
Il Cremlino ha rilasciato alcune dichiarazioni sulla distruzione della base di Yavoriv, in prossimità del confine tra l’Ucraina e la Polonia. È stato riferito, infatti, che l’esercito russo ha preso di mira Yavoriv in quanto presso la struttura venivano custodite armi straniere consegnate a Kiev.

È stato, poi, anche riportato che in occasione del raid missilistico sono rimasti uccisi numerosi “mercenari stranieri”.

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