“Ho paura ma devo farlo”. Aurora Ramazzotti, la confessione dopo la separazione di mamma Michelle da Tomaso Trussardi

Cosa si prova ad essere figlia d’arte? E per arte intendiamo musica, televisione, cinema, spettacolo, insomma quello che comunemente chiamiamo ‘showbiz’. Il fantastico e luccicante mondo dello spettacolo. Che, a volte, come certi eclatanti casi insegnano, è tutto fuorché quel ‘rosa e fiori’ che sembra da chi guarda i propri idoli da lontano…

Ne sa qualcosa Aurora Ramazzotti, figlia di Eros e Michelle Hunziker. La 25enne sta vivendo un momento particolare dopo che la mamma si è separata dal marito Tomaso Trussardi. Inevitabilmente certi fantasmi del passato sono riemersi proprio in questi giorni.

aurora ramazzotti paura non essere all'altezza

Aurora Ramazzotti ne ha parlato sui social. E qui la questione non riguarda soltanto il fatto di essere spesso, vuoi o non vuoi, sotto le luci dei riflettori. Ma anche il fatto di essere figlia di genitori separati. “Vivo un periodo di assestamento, così chiamo io quei momenti in cui non sai bene come ti senti o se stai facendo le cose giuste. Lavorare in questo settore significa anche attendere e non farsi sopraffare dalle cose”.

aurora ramazzotti paura non essere all'altezza

Poi Aurora aggiunge: “Ma secondo me in generale abbiamo tutti paura di non fare abbastanza rispetto agli altri, di perdere quel treno che sembra passi una volta soltanto. Io metto in discussione ogni cosa, ogni giorno e combatto costantemente con il timore di non essere all’altezza. Sto imparando a conoscere me stessa, a trovare nuovi equilibri e ad ascoltare ciò di cui ho bisogno”.

“Quando cresci con un’identità pubblica – dice ancora Aurora Ramazzotti – ti interfacci con tutto questo in momenti poco opportuni come l’infanzia e l’adolescenza. Da una parte entri in contatto prima con la cattiveria del mondo e questo può causare problemi ma dall’altra hai avuto anche più tempo per metabolizzarla e trarne degli strumenti per procedere. L’opinione pubblica fa parte di me, non mi definisce ma fa parte di me”.

Poi la conclusione, tra passato, presente e futuro: “Ho sempre cercato approvazione perché ero a conoscenza del pensiero altrui e volevo cambiarlo. Volevo convincerli che non ero quello che pensavano, che ero più del pregiudizio che mi portavo dietro. Non so perché parlo al passato, molte di queste cose le faccio ancora. Ma la cosa più assurda è che oggi per me tutto è spunto di pensiero, anche la cosa più cattiva e immotivata. Perché in qualche modo mi dà accesso a un pensiero che è diverso dal mio e che quindi merita di essere preso in considerazione. Non si sa mai che in futuro possa tornare utile”.

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