Voloymyr Zelensky, il racconto-choc della sua giornata: come è costretto a campare

Come vive questi giorni di guerra il presidente ucraino? “Dormo pochissimo, bevo una quantità impressionante di caffè, e sono costantemente impegnato in discussioni e trattative. Sto facendo molte cose indispensabili per assicurare la difesa e la salvezza dei miei connazionali”, racconta Volodymyr Zelensky in una intervista via whatsapp al Corriere della Sera. “La mia famiglia è in Ucraina”, conferma ma preferisce “non dire altro in proposito”, “vivo tra la mia gente, è la migliore protezione che ci sia”. E ancora: “La mia base è in Ucraina. Mi trovo a Kiev. Non è un segreto. I quaranta milioni dei miei concittadini lo sanno”, sottolinea, aggiungendo: “resto accanto al mio popolo”.

“Quando la Russia preparava l’invasione, Putin non poteva immaginare che gli ucraini avrebbero difeso il loro Paese con tale determinazione. Non solo pochi individui, bensì la nazione intera. Il Cremlino non pensava certamente che questa, per noi, sarebbe stata la Grande guerra patriottica proprio come quella che l’Unione sovietica combattè contro Hitler”, prosegue Zelensky. “I collaboratori di Putin non conoscono affatto l’Ucraina. Ma noi siamo così. Con l’Ucraina al tuo fianco, ti senti al sicuro. È un principio, questo, che servirà da lezione a molti in Occidente”.

L’Ucraina continua a ricevere armi dai suoi partner internazionali ma tutto ciò non basta, “è chiaro ce ci serve ben altro”, sottolinea Zelensky. “Solo pochi mesi fa, la guerra non c’era ancora, ma tutti capivano che l’invasione era imminente. Le truppe russe erano già ammassate lungo le nostre frontiere. Ho chiesto di colpire la Russia con le sanzioni, in modo che Putin ci ripensasse. Ma non è stato fatto. Ho chiesto aiuti per l’Ucraina, per rafforzare le sue difese. Anche questo non è stato fatto. Adesso siamo davanti all’invasione”. L’esercito russo, continua il presidente, “sta annientando le nostre città e mitragliando i profughi lungo le strade. Ma lo capite? Stanno massacrando anche i civili in fuga. I loro missili colpiscono palazzi, chiese, università. Siamo alla barbarie. Sì, stiamo ricevendo forniture di armi. Ma è chiaro che ci serve ben altro. Perché la barbarie non conosce limiti”.

Quindi Zelensky chiede sanzioni più dure e una “no fly zone”: “Quando parliamo di sanzioni, occorre innanzitutto bloccare l’esportazione di gas e prodotti petroliferi. Chiudere i porti di tutto il mondo alle navi russe. I trasportatori devono rifiutarsi di inviare e ricevere merci da o per la Russia”, insiste. Bisogna poi “escludere tutte le banche russe dal sistema Swift, e dico tutte, senza eccezioni”. E avverte: “Se non lo fate adesso, sarete costretti ad adottare misure molto più pesanti per proteggere le repubbliche baltiche, la Polonia, la Moldavia, la Georgia, ed altri Paesi confinanti con la Russia da possibili invasioni”. “Ascoltate quello che dice la propaganda russa”, conclude: “Lo predicano persino dalle loro chiese, che bisogna conquistare altri Stati”. Non solo la Polonia secondo Zelensky è “minacciata” ma “l’intero continente europeo è in pericolo, fintanto che a Putin verrà consentito di aggredire un Paese vicino”.

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