“Cosa gli hanno fatto quando è morto”. Il caso choc di Leonardo, 34 anni: la scoperta dopo l’incidente

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Si chiamava Leonardo Nardacci e aveva 34 anni la vittima dell’incidente stradale avvenuto la notte di Natale tra Sezze e Roccagorga, in provincia di Latina. L’incidente è avvenuto intorno alle 23, in via Prati, all’altezza del campo sportivo. Secondo la ricostruzione dei carabinieri, l’auto sulla quale viaggiava la vittima, una Toyota condotta da un 23enne residente a Sezze, è improvvisamente uscita fuori strada.

Per cause ancora in corso di accertamento, il giovane alla guida dell’auto ha perso il controllo e Leonardo Nardacci, che viaggiava sul sedile del passeggero è stato sbalzato fuori. Immediati i soccorsi, ma per il 34enne non c’è stato niente da fare.

Leonardo Nardacci rubato rolex morto incidente

I soccorritori del 118 non hanno potuto fare altro che constatare il decesso del 34enne. Il comune di Roccagorga, dove Leonardo Nardacci risiedeva, lo ha ricordato con un messaggio di cordoglio: “In questa particolare giornata – esprimiamo profonda vicinanza per il grave lutto che ha colpito la nostra comunità, la perdita di una giovane vita a causa di un drammatico incidente stradale lascia tutti noi attoniti e sconvolti. La comunità si stringe al dolore della famiglia in questo doloroso momento”.

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Come riportano i quotidiani locali è grave ma non in pericolo di vita il 23enne che guidava l’auto. È stato estratto dalle lamiere dai vigili del fuoco e trasportato in codice rosso in ospedale. Dopo la morte di Leonardo, la sorella ha lanciato un appello sui social, perché a questa drammatica vicenda se ne aggiunge un’altra a dir poco vergognosa.

“A quelli che hanno soccorso mio fratello questa notte – ha scritto Facebook di Federica Nardacci – chiedo cortesemente di restituire l’orologio che gli avete tolto al polso mentre era morto, un Rolex Batman (blue e nero). A tutti quelli che lo vedono al polso di qualcuno (ce ne sono pochissimi in giro) o a qualcuno che sa di una vendita, per favore fatemi sapere. Era un ricordo. Condividete e se non avete coraggio di restituirlo, inviatemelo a casa”.

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