Sport Italiano sotto choc, la campionessa è morta per un mix di droghe

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Tracce di cocaina e metadone sarebbero state riscontrate nel sangue di Vittoria Campo, la calciatrice morta l’1 novembre a Favignana. È quanto emergerebbe dai risultati degli esami tossicologici eseguiti al pronto soccorso dell’ospedale Ingrassia del capoluogo siciliano dove la giovane giocatrice è stata portata d’urgenza dalla madre.

A riportare la notizia è Repubblica che ricostruisce i primi momenti successivi al ritrovamento della 23enne da parte della madre lunedì pomeriggio: sembrava dormisse Vittoria ma in realtà era priva di sensi e così è giunta anche in nosocomio dove è stata prima visitata e poi sottoposta a tracciato, esami del sangue ed esami tossicologici, fondamentali per escludere o individuare una eventuale intossicazione o reazione allergica o magari anche un abuso di sostanze stupefacenti.

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Secondo quanto riportato da Repubblica dunque sarebbero stati proprio gli esami tossicologici a far emergere la presenza sia di cocaina che di metadone, che potrebbero essere concause della morte di Vittoria Campo.

Sarà solo l’autopsia, eseguita ieri al Policlinico e disposta dal magistrato di turno, a stabilire se abbiano potuto scatenare reazioni avverse o anche provocare un malore. Mentre continuano le indagini dei carabinieri di Palermo che stanno tentando di ricostruire quanto accaduto il giorno della morte ma anche parte della vita della giovane che solo due mesi fa aveva perso il fratello.

Le compagne di squadra hanno raccontato di un visibile e giustificato cambiamento di Vittoria dopo la tragedia che l’aveva colpita e che l’aveva resa taciturna e cupa.La famiglia non parla chiusa nel proprio dolore ma le amiche parlano di una vittoria non più solare e allegra, ma piuttosto schiva e chiusa in se stessa.

Complici diversi infortuni al ginocchio che l’avevano tenuta lontana dal campo, soprattutto dopo la promozione in serie B del Palermo, Vittoria negli ultimi tempi faceva fatica ma la grande passione per il calcio l’aveva comunque spinta ad accettare la proposta di lavorare in una scuola calcio, dove però non ha mai iniziato. Negli ultimi due mesi infatti era cambiato tutto per lei.

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