Variante Delta, “una bomba ad orologeria”: choc a Roma, “ecco il più grande focolaio d’Italia”

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Tutta la potenza della variante Delta, in una storia che arriva da Roma e si lega a doppio filo ad Euro 2020, al trionfo Azzurro dell’Italia a Wembley contro l’Inghilterra. Una vicenda di cui dà conto il Corriere della Sera, che racconta quanto avvenuto al The Clifton, un pub che si trova nel quartiere Monteverde, diventato in poco tempo il più grande focolaio Covid in Italia.

Il tutto risale alla sera della semifinale contro la Spagna, in seguito alla quale sono saliti a 97 i casi di positività confermati, di cui 17 sono contagi secondari tra amici e parenti. I positivi con un’età inferiore ai 25 anni sono 88. E la madre di uno dei contagiati, un 18enne risultato positivo dopo la partita del 6 luglio, ora spiega: “È stata una bomba a orologeria. Mi chiedo come abbiano fatto i proprietari a essere così superficiali”. Già, perché il pub era stra-pieno.

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Secondo quanto racconta il figlio della signora, all’interno ci sarebbero state molte più persone del dovuto, “molte più di quello che poteva contenere il pub”. E, ovviamente, le mascherine erano soltanto un lontano ricordo. Un ragazzo che si affaccia al secondo piano del ricorda come “a ogni gol dell’Italia il palazzo tremava”.

Da par loro, i gestori del The Clifton hanno voluto fare chiarezza con un post su Facebook, affermando che tutte le regole anti-Covid erano state rispettate. Difesa che però non convince del tutto, almeno stando alla testimonianza della signora riportata dal Corsera, signora che per evitare problemi preferisce però mantenere l’anonimato. “Già il 2 luglio, dopo il quarto di finale con il Belgio, c’erano stati dei contagi. Nonostante questo i gestori del locale si sono comportati come se nulla fosse. Avrebbero dovuto capire che non era il caso di far entrare così tanta gente ammassata e invece se ne sono fregati”, ha concluso la donna.

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