Il piccolo Eitan, l’unico sopravvissuto della tragedia della funivia, torna a casa

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Il piccolo Eitan, unico sopravvissuto della tragedia della funivia del Mottarone, può tornare a casa. Questa mattina presto il bambino è stato dimesso dal reparto Isola di Margherita dell’ospedale Regina Margherita ed è tornato in ambulanza a casa a Pavia accompagnato dalla zia.

Le sue condizioni di salute sono molto migliorate. La sua prognosi è di 60 giorni. Il bambino proseguirà il percorso terapeutico dal punto di vista psicologico ed effettuerà future visite di controllo.

Eitan sa dell’incidente della funivia Stresa-Mottarone
Eitan sa ormai della tragedia della funivia Stresa-Mottarone, costata la vita a 14 persone tra cui i suoi familiari: i genitori, il fratellino e i bisnonni. Dopo il suo trasferimento dalla rianimazione a un normale reparto di degenza dell’ospedale infantile Regina Margherita di Torino, il bambino è stato seguito da un team di psicologi ed esperti che con calma e delicatezza gli hanno spiegato quanto accaduto.

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Subito dopo il risveglio il bambino aveva chiesto della mamma e del papà, morti insieme con il fratellino di 2 anni Tom, e i suoi bisnonni.  Il percorso per lui sarà lungo: il bambino sarà affiancato da un team di terapeuti, che lo guideranno passo passo, ma anche dalla famiglia tra cui la zia Aya, che non lo ha mai lasciato un attimo dal momento del suo ricovero dopo l’incidente della funivia.

Eitan portato a casa dalla zia
Da Israele, Paese d’origine della famiglia di Eitan, nei giorni scorsi è arrivato a Torino, insieme ad altri parenti, Nadav Biran, fratello di Amit e Aya. Ed è con una lettera che la zia Aya ha voluto salutare per l’ultima volta la sua famiglia: “Mio Amit, mio piccolo fratellino, mia amata Tal-Tal e nostro Tomi-Tom. Non ho parole per descrivere quanto ci mancherete.

Quando ci avete raggiunto a Pavia, Eitan aveva solo un mese, le mie bimbe due e 18 mesi. Per la prima volta da anni abbiamo avuto una famiglia in Italia”. “Abbiamo condiviso – si legge nella lettera – la crescita dei bambini, li abbiamo allattati insieme, visti sviluppare l’armonia che c’è tra due fratelli. Sapevamo che ci saremmo sempre stati gli uni per gli altri”.

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