Denise Pipitone, l’ex pm Angioni a Mattino5: “Jessica Pulizzi aveva 30 telefoni con 16 sim”

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Da quando alcune settimane fa una ragazza russa, forse facendo leva sulla sua sola voglia di apparire, aveva detto di poter essere Denise Pipitone, la questione mediatica legata alla scomparsa della bambina di Mazara del Vallo sembra essersi di nuovo accesa.

Da tempo, infatti, non si avevano così tante segnalazioni provenienti un po’ da tutto il mondo, con alcune ragazze oggi ventenni che potrebbero avere dei punti di contatto con la bambina scomparsa tanti anni fa. C’è poi naturalmente anche tutto il filone giudiziario legato alla figura di Anna Corona e al suo possibile ruolo nella scomparsa di Denise.

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Denise Pipitone, l’ex pm Angioni

L’ultimo tassello in tal senso viene fornito dall’ex pm del caso, Maria Angioni, che a Mattino 5 ha fornito una serie di dettagli su episodi avrebbero ostacolato lo svolgimento regolare delle indagini. Nello specifico Jessicca Pulizzi, la figlia di Anna Corona, avrebbe avuto a disposizione 30 telefoni cellulare e ben 12 sim. “Poteva fare da prestanome per l’acquisto delle sim e poi darle alla cerchia intorno – ha detto Maria Angioni – È una cerchia un po’ particolare…”.

Le parole di Maria Angioni, ex pm del caso di Denise Pipitone

La Angioni nello speicifico si riferisce a particolari intoppi riscontrati nel momento in cui si svolgevano le indagini per la scomparsa della bambina. Un po’ incalzata dagli ospiti in studio, l’ex pm del caso di Denise Pipitone ha così detto: “Una volta il maresciallo Di Girolamo – che era entrato a casa di Anna Corona, ma non da solo, perché c’erano anche altri ispettori e sarebbe opportuno fare una chiacchierata con loro – aveva cercato, su mia disposizione, di mettere una cimice nella casa nel quartiere storico di Mazara del Vallo, per cercare di ascoltare le conversazioni della cerchia di amici di Jessica”. Dunque i sospetti c’erano già, ma qualcosa era andato storto nell’attività investigativa.

Il pm Angioni parla del caso di Denise Pipitone

Doveva essere un’attività segreta – ha precisato la Angioni – ma il maresciallo ha dovuto desistere perché era pedinato da altri inquirenti. Una situazione particolareAnche quando abbiamo cercato di mettere la cimice a Giuseppe Tassaro – ha aggiunto l’ex pm – io stessa ho avuto la sensazione di essere seguita”.

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