Migranti lo picchiano e gli sputano addosso. Lui li difende: “Non espelleteli”

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“Durante l’aggressione, giovedì scorso, da parte di nove richiedenti asilo, avvenuta con sputi, calci, pugni, finché non mi hanno sollevato di peso e sbattuto fuori, ho avuto paura. Anche oggi tremo, da quando alle 6 le forze dell’ordine sono venute, hanno detto ai sette nigeriani e ai due maliani di fare i bagagli e lasciare l’edificio. Ma mi è dispiaciuto vederli andare via: erano ragazzi, tra i 20 e i 26 anni, che avevo formato, cresciuto, curato”. Salvatore Polito, l’educatore della coop Azione Sociale di Caccamo (Pa), ieri sbrigava pratiche, mentre, fuori dal centro di accoglienza all’hotel Napoleon, una dozzina di agenti di polizia e carabinieri con le camionette, presidiavano la zona.

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“C’erano già stati alcuni episodi, ma per quieto vivere li avevo sempre coperti. […] Poi però c’era stato un chiarimento, gli animi si erano calmati, i ragazzi sono rimasti lì. Stamattina siamo rimasti tutti sorpresi dalla decisione del Prefetto”. “Sono deluso – conclude l’educatore –. Dal 2016 con gli ospiti del centro era nato un rapporto di amicizia: i ragazzi si erano integrati. Quasi tutti giocavano a pallone, tra loro o con persone della parrocchia. Al mattino andavano a studiare al Cpia di Lodi, qualcuno aveva trovato un lavoretto, comunque erano tutti abbastanza integrati”. Lo riporta il Giorno.

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