È morto il produttore Raffaello Monteverde, il papà di “Elisa di Rivombrosa”

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È morto il produttore Raffaello Monteverde, papà di “Elisa di Rivombrosa”, il noto produttore degli anni ‘8’, ‘90 e 2000 si è spento nella sua abitazione romana gettando nel lutto e nello sconforto la famiglia, in primis la moglie Cristiana Zucchiatti, e il mondo dello spettacolo.

Monteverde, che era nato a Roma il 16 aprile del 1942 , è stato produttore di numerose serie tv di successo lungo un arco di tempo di oltre 20 anni. E fra le più famose vanno di certo enunciate “Elisa di Rivombrosa”, poi la versione italiana del “Commissario Rex”, “Incantesimo” e i sequel, “Professione Fantasma”. Gli esordi di Monteverde erano stati all’Onda Telerama di suo fratello Geo Tapparelli. Lì era segretario di produzione sul set dei Caroselli.

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Morto Monteverde, gli esordi e il successo

Successivamente fondò la Solaris Film con Adriano Ariè e partì la grande avventura della televosione seriale in Rai. Il successo arrivò con “Diario di un giudice” con Sergio Fantoni e Ilaria Occhini. Monteverde produsse anche alcuni film a fine anni ‘90, poi nel 2000 il “botto” assieme a Guido e Maurizio De Angelis. Con cosa? Con “Incantesimo” ed “Elisa di Rivombrosa”. La regia di Elisa venne affidata a Cinzia TH Torrini, che ha voluto ricordare l’amico: “Un uomo generoso, di talento come lo sono i grandi produttori che sanno vedere lontano.

Un esempio di grande umanità unita al coraggio e all’instancabile passione per il mestiere per cui si è impegnato per tutta la vita”.

Il commosso ricordo di Giulio Berruti

Ed anche l’attore Giulio Berruti Giulio Berruti ha ricordato il produttore attraverso un post Instagram corredato da un foto off set: “Oggi ci lascia un pezzo importante della televisione italiana. Hai fatto sognare milioni di famiglie con i tuoi successi. A molti di noi hai trasmesso un mestiere, una passione. Io ti ricordo così, sorridente a Malta mentre giravamo nel 2014, tra un pomodoro al sale che tanto amavi per pranzo ed un ciak. Mi dispiace molto Lello. Tanto. Un abbraccio grande alla tua famiglia”.

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