Un assedio alle coste italiane: gli sbarchi sono quasi triplicati

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Il primo trimestre del 2021 sul fronte immigrazione si è concluso con un bilancio molto pesante. Al 31 marzo, come riportato dai dati del Viminale, i migranti arrivati irregolarmente nel nostro Paese sono stati 6.997.

Nello stesso periodo del 2020 la cifra si è fermata, si fa per dire, a 2.794. Aprile non è partito nel migliore dei modi: dopo la prima settimana si è sforata la cifra di 1.000 migranti approdati, lo scorso anno nell’intero mese le persone sbarcate erano state 671. In poche parole, in pochi giorni è stata superata la cifra registrata nell’arco di quattro settimane.

Andando a guardare complessivamente la situazione, l’aumento su base annuale rispetto al 2020 è stato del 199%. Ancora più impietoso è il confronto con il 2019: nel primo trimestre in quell’anno erano arrivati irregolarmente in Italia appena 524 migranti. Dunque, i numeri di questo 2021 si stanno attestando in un aumento nell’ordine del 1.491%.

Ne sanno qualcosa gli abitanti dell’isola di Lampedusa. Qui, secondo i dati dell’Unhcrnel 2020 si sono verificati il 60% degli sbarchi complessivi segnalati in tutta Italia. Nei primi mesi del nuovo anno la situazione è forse peggiorata. A partire dalla seconda metà di marzo si è assistito a un nuovo boom di approdi, capace di portare in dieci giorni, fino alla fine dello scorso mese, più di 600 migranti.

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Complice le condizioni del mare favorevoli, gli sbarchi sono proseguiti anche in questa fase iniziale di aprile. E all’orizzonte non sembrano esserci miglioramenti. Se l’anno scorso a preoccupare era soprattutto la rotta tunisina, quest’anno invece le insidie provengono soprattutto dalla Libia. A confermarlo sono i numeri: buona parte dei barconi soccorsi a largo di Lampedusa sono partiti dalle coste della Tripolitania. Fonti diplomatiche lo scorso 6 aprile su IlGiornale.it hanno confermato le preoccupazioni, palesando il sospetto che, dietro l’ondata di partenze dalla Libia, ci siano faide tra i miliziani che gestiscono il business dell’immigrazione.

La linea di Mario Draghi

I numeri di questo 2021 hanno ovviamente messo in allarme anche il nuovo governo. Soprattutto perché, in prospettiva, l’estate sul fronte immigrazione si prevede rovente. Non è un caso che Mario Draghi a Tripoli, nella visita tenuta martedì nella capitale libica, ha parlato anche di questa tematica.

E le parole da lui usate non sono state un caso. In primo luogo perché ha lodato gli sforzi libici nel contenimento delle partenze. Negli ultimi mesi più di mille migranti sono stati respinti dalle autorità del Paese nordafricano. Una presa di posizione, quella di Mario Draghi, netta e specifica: l’Italia continuerà a supportare la Guardia Costiera libica, nonostante le critiche spesso rivolte verso questo corpo militare, formato perlopiù da un insieme di milizie.

In secondo luogo, la visita di Draghi è avvenuta in un momento di rilancio dell’asse Roma–Tripoli. Dunque, il governo cercherà di tamponare l’emergenza immigrazione strappando alle autorità libiche, anch’esse adesso rette da un nuovo esecutivo, la collaborazione per il contrasto delle partenze. Una sfida non semplice: l’estate incombe e le cifre impongono vere corse contro il tempo.

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