Il 730 di Lamorgese fa boom: il suo reddito passa da 163mila euro a 230mila. Pagata per far invadere l’Italia

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Redditi e patrimoni questi sconosciuti. Le dichiarazioni patrimoniali e reddituali del premier Mario Draghi e dei ministri non parlamentari del nuovo governo non sono state ancora depositate: l’obbligo di pubblicarle c’è, il termine massimo è quello del 13 maggio prossimo, a tre mesi dal giuramento. C’è chi ha superato i limiti sia pure di qualche giorno, e chi invece ha anticipato i tempi depositando tutta la documentazione richiesta poche settimane dopo l’insediamento di un governo

C’è un solo ministro tecnico ad avere depositato sia dichiarazione dei redditi che quella sul patrimonio: è la titolare del ministero dell’Interno, Luciana Lamorgese. Che ora dichiara un reddito complessivo di 230.357 euro lordi, contro quello di 162.713 euro dichiarato l’anno precedente. Il reddito deriva dal cumulo di un assegno pensionistico di 149.130 euro con lo stipendio da ministro di 80.030 euro

La Lamorgese rispetto alla dichiarazione dell’anno precedente ha venduto nel luglio 2020 (a un giovane segretario di circolo romano del Pd) una abitazione in comproprietà che aveva ricevuto in eredità a Roma in via del Casaletto. E fra aprile e maggio dello scorso anno ha ceduto sul mercato le 1.035 azioni di Restart Siiq e le 1.035 azioni Aedes Siiq che deteneva, oltre ai 9.200 derivati che erano collegati ai due medesimi pacchetti azionari.

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La dichiarazione del premier Mario Draghi non è ancora stata resa pubblica, come detto. Ma Il Tempo ha dato conto oggi, con un articolo del direttore Franco Bechis, del super-mutuo concesso al capo del governo nel 2020 a condizioni davvero invidiabili per l’ex capo della Bce e sua moglie Maria Serenella Cappello. Si tratta di un finanziamento ventennale per l’acquisto di una villa da 13,5 vani sul Brenta stipulato con Banca Passadore. Come è scritto nell’atto registrato dal notaio Alessandra Temperini a Roma il 22 luglio 2020, “Banca Passadore ha concesso a titolo di mutuo alla parte finanziata, signori Draghi Mario e Cappello Maria Serenella, che hanno accettato, la somma di euro 1.500.000 (…). Il rimborso del mutuo avverrà in 20 anni a partire dal primo gennaio 2021. La parte finanziata si è obbligata per sé, per i suoi eredi, successori e/o aventi causa con vincolo solidale e indivisibile fra di loro, a restituire la somma mutuata entro la scadenza pattuita con ammortamento in numero 40 rate semestrali posticipate (…) Il tasso di interesse viene fissato nella misura dell’1,220% nominale annuo per tutta la durata del finanziamento-Taeg/i.s.c. 1,251%”. In altre parole, Draghi finirà di pagare quando avrà 93 anni. Condizioni super per l’ex capo delle banche europee: solo in rarissimi casi gli istituti di credito concedono prestiti a vent’anni dopo il compimento del 60mo anno di età, in modo che l’ultima rata sia pagata non oltre gli 80 anni.

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