In arrivo un’onda di sfratti per i ristoratori in affitto. Bianchini: «Lo Stato intervenga subito»

Allarme sfratti per i ristoratori. Oltre al danno la beffa. “Nessuno ne parla. Ma i piccoli imprenditori del comparto dell’ospitalità a tavola, non proprietari delle mura, stanno attraversando delle enormi difficoltà. Per usare un eufemismo. Pur non incassando nulla, o quasi nulla, devono comunque pagare l’affitto“. La denuncia è di Paolo Bianchini, presidente di Mio Italia, Movimento imprese ospitalità. Che da mesi è in prima linea per scongiurare il peggio. La messa in ginocchio del settore della ristorazione, fermo praticamente da un anno. Salvo saltuarie aperture.

Bianchini: in arrivo una valanga di sfratti ai ristoratori

“Per i locali dei centri storici poi il problema è ancora maggiore, assodata l’attuale inesistenza dei flussi turistici, oltre alle nuove misure di restrizione. La questione degli affitti, che grava come un macigno sulle vite di centinaia di migliaia di piccoli imprenditori, non è stata presa in considerazione dallo Stato. Il risultato è drammatico: è previsto l’arrivo di valanghe di sfratti“.

Il presidente del movimento imprese e ospitalità mette in guardia dai drammatici contraccolpi. Le misure prese finora dal governo non bastano. “Lo Stato – ricorda il ristoratore di Viterbo che ha riunito centinaia di imprese – ha previsto la possibilità che l’affittuario possa usufruire del 60% del credito di imposta. Cedendolo al proprietario e corrispondendo così il 40% del canone. Ma questa scelta è rimessa alla discrezione dello stesso proprietario. Non c’è obbligo, purtroppo”.

“Serve un intervento dello Stato per dimezzare il canone”

Serve un intervento statale. “Lo Stato, da arbitro giusto, dovrebbe dividere il danno provocato dalla pandemia. Obbligando il proprietario a dimezzare il canone all’affittuario. E, sul 50% elargito, applicare il 50% di credito d’imposta. In questo modo il proprietario potrebbe comunque far fronte ai suoi impegni economici. E l’affittuario avrebbe la possibilità di sopravvivere”.

No a cittadini di serie A e di serie B

È anche interesse del proprietario – osserva Bianchini in una nota – ‘tenere in vita’ l’affittuario. Perché a fine emergenza continuerà a percepire il mensile a pieno regime. Al contrario, se sfratta il locatario, difficilmente potrà trovare in periodo di pandemia un nuovo inquilino. Ma non finisce qui, purtroppo”. Ci sono affittuari che possono chiedere lo sconto al proprietario e altri a cui non è concesso, come nel caso in cui il locatore sia un ente che non abbia facoltà di applicare riduzioni. “Da qui l’urgente necessità di un intervento statale per fare giustizia, non considerando cittadini di serie A i proprietari e di serie B gli affittuari e tra questi ultimi cittadini di serie C quelli in locazione presso enti”.

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