«E allora le foibe?»: consigliere dem scherza sui morti. Ecco il Pd di cui Zingaretti deve vergognarsi

«E allora le foibe?». Lo sketch con cui Caterina Guzzanti ridicolizzava la tragedia delle popolazioni istriano-giuliano-dalmate ha fatto breccia anche nel Pd. Segno dei tempi: una volta la sinistra si formava alle Frattocchie, ora frequenta l’avanspettacolo. E la differenza si vede. Infatti, un tempo c’erano Livia Turco e Anna Finocchiaro, oggi c’è Sara Battisti. Chi è costei? Una consigliere regionale del Lazio, cui evidentemente il Pd del nuovo corso non ha insegnato neppure i fondamentali e cioè a separare il sacro dal profano o, se si preferisce, il ridicolo dal tragico. Prova ne sia la sua risposta su Facebook ad un contatto che lamentava l’assenza di iniziative in favore degli autisti del servizio pubblico.

Sara Battisti è stata eletta alla regione Lazio

Una doglianza innescata dalla stessa Battisti che in precedenza aveva pubblicizzato una propria proposta in favore delle donne in vista della festa dell’8 marzo. La Rete, si sa, non è proprio il luogo del confronto civile e del dibattito sereno. E la consigliera avrebbe dovuto mettere in conto che non tutti si sarebbero spellati le mani per il suo bonus assorbenti in favore delle giovani donne con Isee deficitario. Ma neppure la Guzzanti avrebbe immaginato di risentire il suo «e allora le foibe?» solo perché una persona riteneva più urgente vaccinare gli autisti Atac che rimborsare i tamponi femminili. Ma è quel che è accaduto. E che ancora una volta rende appieno l’idea del doppiopesismo della sinistra nostrana, solitamente in prima fila nel chiedere di «non dimenticare».

Le foibe ferita mai rimarginata

Già, perché le foibe rappresentano una ferita mai rimarginata della nostra storia. Prima per i morti, poi per l’esodo, infine per la spessa coltre di silenzio che ha nascosto il dramma del nostro confine orientale alle giovani generazioni. Ancora oggi il Giorno del Ricordo – istituito per legge il 10 febbraio – commemora quei tragici eventi in maniera semi-clandestina. Persino i messaggi delle massime autorità risultano all’udito e alla memoria legnosi, reticenti se non addirittura omertosi. Non meravigliamoci perciò se una Sara Battisti qualsiasi finisca per riderci su. Il suo post è emblematico del degrado cultuale che affligge ormai il Pd. E magari Zingaretti farebbe bene a vergognarsene un po’ anche per questo.

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