Tasse in crescita: italiani alla fame, politici sempre più ricchi

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Da una parte ci sono gli annunci e le promesse, specialità della classe politica. Dall’altra i numeri, quelli che freddamente rappresentano le realtà. Gli ultimi dell’Istat dicono che nel 2020, l’anno della pandemia, la pressione fiscale complessiva è aumentata al 43,1% del Pil. In buona sostanza che c’è stata una contrazione del prodotto interno lordo, cioè della ricchezza prodotta dal Paese, superiore rispetto alla diminuzione delle imposte che versiamo allo Stato. In soldoni: che ce la passiamo ancor peggio di quanto pensassimo. Non che ci volesse l’Istat. Basta dare un occhio alle file alla Caritas. 

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Poco si parla invece dei piccoli segnali come quello che arriva dagli odontoiatri secondo i quali in alcune aree del Paese un cittadino su 5 ha rinunciato ad andare dal dentista. Ecco perché nessuno nel corso dell’ultima crisi di governo scommetteva un euro sul voto anticipato. Tutti sapevano che i politici non avrebbero rinunciato mai all’unico posto veramente fisso in tempi di pandemia. Quello del parlamentare.

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