Nicolas Sarkozy condannato per corruzione a tre anni: carcere o domiciliari col braccialetto elettronico

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Si è concluso oggi, lunedì 1 marzo, il processo iniziato lo scorso 23 novembre che ha condannato Nicolas Sarkozy a tre anni di carcere per corruzione e traffico di influenze. I fatti in questione sono esplosi nel 2014, due anni dopo l’uscita di Sarkozy dall’Eliseo, in seguito ad alcune intercettazioni telefoniche che hanno visto coinvolti l’ex presidente, il suo storico legale Thierry Herzog e il magistrato Gilbert Azibert. Sarkozy cercò di ottenere informazioni da quest’ultimo riguardo all’inchiesta sul possibile finanziamento libico della campagna 2007, promettendo in cambio un incarico di prestigio a Monte Carlo.  Sarkò dovrà scontare un anno in carcere oppure sottoporsi ai domiciliari, ma con braccialetto elettronico.

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Il 1 luglio 2014 Sarkozy era stato posto in custodia cautelare dall’ufficio anti-corruzione sulla base delle intercettazioni telefoniche ed è stato formalmente incriminato per corruzione attiva, traffico d’influenza attivo e violazione del segreto professionale. In seguito alla respinta dei ricorsi presentati da Sarkozy, Herzog e Alibert da parte della Corte di cassazione nel 2019, si è giunti oggi alla sentenza finale.

Non si tratta dell’unico processo che vede coinvolto Sarkozy negli ultimi anni. Il 21 marzo 2019, l’ex presidente è stato incriminato per finanziamento illegale di campagna elettorale, soldi provenienti dal regime libico di Muammar Gheddafi. 

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