Il commissario difeso dallo “scudo legale” negato pure ai medici

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Si è appena celebrata la Giornata nazionale del personale sanitario ricordando, giustamente, i 326 medici e 81 infermieri morti nella lotta al Covid ma c’è meno attenzione per chi è ancora vivo.

«Già prima dell’emergenza, si registrava una denuncia al giorno contro medici e professionisti sanitari», avvisano da Consulcesi, specialisti nella difesa legale della categoria. Ora «le denunce aumentano ancora» ha confermato in settembre Nunzia D’Elia, procuratore aggiunto presso la procura di Roma, che invocava un intervento legislativo per estendere le cause di non punibilità dei medici in lotta con un virus ignoto con forze insufficienti.

Un medico che lavora con turni massacranti può essere punito per disattenzione? «La normativa attuale sulla responsabilità medica non è adatta all’emergenza in corso – conferma Cristiano Cupelli, docente di diritto penale all’Università di Roma Tor Vergata ed esperto in responsabilità professionale – a esempio non dà adeguato rilievo ai fattori contestuali nei quali i medici sono stati chiamati a operare nella prima fase emergenziale della pandemia e non prevede l’epidemia tra i reati che possono essere considerati non punibili in casi di colpa lieve ai sensi dell’art. 590-sexies del codice penale». «Non mi piace parlare di scudo legale, espressione che dà l’idea di un privilegio, – prosegue – ma servirebbe un intervento legislativo che riconosca la specificità del lavoro medico e del momento di emergenza».

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In effetti alcune proposte di «scudo legale» per i medici impegnati contro il Covid erano state presentate, ma in sede di conversione del decreto Cura Italia i giallorossi hanno respinto gli emendamenti. Si potrebbe pensare che la coalizione sia contraria per principio agli «scudi» che proteggono dalla responsabilità, visto che il governo Conte Bis è lo stesso che ha tolto lo scudo penale sull’ex Ilva, innescando il domino di eventi che ha portato allo scontro con Arcelor Mittal, mettendo a rischio il futuro di acciaieria e lavoratori. Se non fosse che c’è un’eccezione: Domenico Arcuri e gli amministratori che lavorano sull’emergenza.

Nel decreto Semplificazioni è stata introdotta una limitazione di responsabilità temporanea (fino a fine anno) per i pubblici amministratori soggetti al controllo della Corte dei conti, per le accuse di danno erariale. Il commissario straordinario per l’emergenza ha anche uno scudo tutto suo per il danno erariale contenuto nel decreto Cura Italia che ne istituisce la carica. Una disparità di trattamento denunciata anche in Parlamento dalla senatrice di Forza Italia Maria Rizzotti, ma ignorata dai giallorossi. Che sugli scudi legali hanno fatto figli e figliastri. E pensare che, in quanto ad di Invitalia, Arcuri ora sarà anche azionista dell’ex Ilva.

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