Meloni conferma il no di Fdi. “Sarà opposizione patriottica”

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Il confronto tra Giorgia Meloni e Mario Draghi dura più di un’ora. Una lunghezza record per un incontro al quale la presidente di Fratelli d’Italia si presenta molto agguerrita e preparata, con cartelline e appunti.

Non ci sono aperture last-minute, ma l’approccio è sicuramente privo di pregiudizi e propositivo. Un confronto sereno e franco in cui la leader del partito della destra italiana elenca la gerarchia delle sue priorità e l’ex numero uno della Bce prende appunti con attenzione. Alla fine Giorgia Meloni ne esce rassicurata sul fronte dei rapporti con la Cina, mentre la preoccupazione per la possibile svendita di asset strategici non è del tutto fugata.

«Il nostro approccio è pragmatico. La nostra sarà un’opposizione patriottica», sono le parole pronunciate al termine delle consultazioni con il premier incaricato. La Meloni racconta di aver fatto recapitare al presidente del Consiglio incaricato alcuni dossier: «Certamente non mi aspettavo che Draghi li leggesse di notte. Ci ha detto che li ha iniziati a leggere e questo è un cambio di passo rispetto al governo Conte».

C’è una promessa che Giorgia Meloni, accompagnata dai capigruppo Francesco Lollobrigida e Luca Ciriani, si sente di fare: «Draghi potrebbe scoprire che all’opposizione ci sia qualcuno di più leale della maggioranza che già litiga. Le domande sono molte. Spero ne sapremo di più sia sui contenuti sia sulla squadra di governo. Noi non siamo d’accordo con la nascita di questo governo ma siamo a disposizione della nazione».

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Fratelli d’Italia mette sul tavolo alcune richieste concrete: «Ho chiesto a Draghi di ripristinare il ministero del Turismo, un settore fondamentale duramente colpito dalla pandemia». Giorgia Meloni chiede anche «l’abolizione del cashback e della lotteria degli scontrini. Crediamo che quello che viene speso possa andare alle imprese in difficoltà». C’è poi la richiesta di un forte segnale di discontinuità con il passato indirizzata al futuro inquilino di Palazzo Chigi: «Mi auguro che Draghi, quando formerà il governo, voglia dire basta al metodo di limitare la libertà delle persone a colpi di dpcm, questo non si può consentire. Abbiamo chiesto la riapertura di tutte le attività con il rispetto dei protocolli».

Sul fronte della riforma fiscale dal presidente del Consiglio incaricato arrivano rassicurazioni. «Le informazioni che abbiamo di questa cornice del prossimo governo, è che il premier Draghi immagina che le tasse non aumenteranno: è una buona notizia. Immagina un sistema fiscale improntato alla progressività, il che immagino escluda la flat tax e mi dispiace. Abbiamo chiesto di investire sul lavoro e abbiamo portato la proposta del più assumi e meno paghi». C’è poi la questione della gestione della risposta alla pandemia e delle spese eccessive che il governo uscente e la gestione commissariale avrebbero predisposto. «Draghi è molto attento alla questione dei vaccini, credo che l’idea bizzarra di spendere 400mila euro per ogni padiglione vaccinale sia qualcosa su cui il nuovo Governo mi piacerebbe prendesse le distanze». L’ultimo pensiero è la scuola in presenza: «Abbiamo proposto a Draghi di seguire il modello sulla scuola adottato nelle Marche sulla ventilazione delle aule. È perfettamente esportabile». Infine si inizia a ragionare sulle Commissioni parlamentari. E, come scrive su Twitter «Il Portaborse», si va profilando una situazione in cui FdI sarà chiamata a esprimere i presidenti della Commissione di Vigilanza Rai, della vigilanza su Cassa Depositi e Prestiti e del Copasir. Una prerogativa che ricadrà su quello che sarà l’unico partito di opposizione.

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