Il primo decreto Draghi: niente viaggi tra Regioni. È a rischio anche lo sci

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Potrebbe essere il primo atto del nuovo governo Draghi. Un decreto legge o un dpcm – termine che pure rimanda irresistibilmente a Giuseppe Conte – per tappare le falle che si aprirebbero alla mezzanotte di lunedì 15 febbraio.

Due le questioni sul tavolo: l’uscita dai confini delle Regioni e lo sci. La stagione rischia di scivolare via e la finestra di Carnevale rappresenta un’opportunità importante per l’industria della neve.

Ma l’impressione, e anche di più, è che se si apriranno gli impianti lo si farà con il contagocce. Si potrà correre sul ghiaccio solo nelle Regioni gialle e contestualmente dovrebbe essere deciso un nuovo blocco della circolazione. Insomma, le «frontiere» rimarranno probabilmente sigillate e i movimenti limitati. E non è nemmeno detto che griglie e protocolli, con tutta una serie di limitazioni, siano sufficienti per far ripartire funivie e seggiovie, sia pure a mezzo servizio.

Fra i tecnici e nella classe politica c’è chi pensa che un rinvio sia la scelta più saggia: l’Alto Adige, una delle mete preferite dai vacanzieri, è in pieno lockdown e ci sono focolai rossi anche in Abruzzo, altra terra di montagne.

Insomma, la situazione è in bilico, mancano le certezze e le varianti del virus in circolazione rendono problematico il quadro generale.

A complicare la partita c’è poi la corsa sul calendario. Quando si insedierà il nuovo esecutivo e chi sarà il titolare della Salute? Draghi viaggia verso lo scioglimento della riserva e nel fine settimana i suoi ministri potrebbero già essere seduti alle loro scrivanie. Difficile cogliere gli orientamenti del quasi premier che ha mandato in crisi tutti i partiti e sconvolto la geografia del Palazzo.

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E però, se si dà un’occhiata al borsino, si osserva che le quotazioni di Roberto Speranza sono in crescita: il ministro potrebbe succedere a se stesso. E questo, anzitutto, non per chissà quale sofisticato calcolo, ma per l’ovvia ragione che non si smantella il quartier generale della lotta alla pandemia mentre la battaglia ancora infuria. Con i morti sul campo e una campagna di vaccinazioni senza precedenti in pieno svolgimento.

«Quanto sta succedendo – spiega ad Agorà su La7 il professor Massimo Galli, infettivologo del Sacco di Milano e notissimo volto televisivo – sta provocando rallentamenti che non era il caso di avere. Soprattutto in sanità – insiste Galli – c’è bisogno di non avere interruzioni di vario tipo. Evviva la continuità. Lo dico con tutta franchezza e non è una valutazione di tipo politico, ma pratico. In questi momenti – conclude l’esperto sfilandosi dal toto ministri – servono il massimo di velocità ed efficienza».

Un ragionamento condiviso da molti operatori che sembra spingere Speranza verso la riconferma. E la coppia Draghi-Speranza potrebbe mettere mano agli attesissimi provvedimenti nel week end. Sembra invece da scartare, in ogni caso, l’ipotesi che l’esecutivo possa semplicemente lasciar decadere le attuali misure, senza sostituirle con altre norme.

Sarebbe un pessimo segnale, una mossa alla Ponzio Pilato, che nessun governo, uscente o entrante, può permettersi.

Allo stesso modo al ministero della Sanità si ritiene che si procederà per tappe. I tempi sono strettissimi e ci si occuperà anzitutto di quel è necessario definire al più presto.

Appunto entro lunedì 15 febbraio. Solo in un secondo momento si studieranno altri dossier: le palestre, le piscine, i nuovi orari serali dei ristoranti.

Per ora c’è da salvare quel che resta di una stagione già rovinata per chi ama bastoncini e racchette in montagna. Il verdetto arriverà a breve: e al momento il verde non è affatto scontato.

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