Migranti, il dossier che scotta: i dem temono la “linea Draghi”

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Non è certo un caso se qualche giorno fa Mediterranea Saving Humans, la ong aperta da Luca Casarini e altri esponenti dei centri sociali e dell’associazionismo rosso per mettere in mare la nave Mare Jonio, ha riesumato l’hashtag #whateverittakes.

Nel postare su Twitter lo scatto di un salvataggio in mare, ha scelto la stessa formula pronunciata nel 2012 dall’allora presidente della Banca centrale europea, Mario Draghi. “Costi quel che costi”. Sebbene il messaggio sia passato sotto traccia, molti in area dem si stanno interrogando in queste ore se le politiche adottate nell’ultimo mese al Viminale dal ministro Luciana Lamorgese verranno ribaltate dal nuovo governo. “Draghi è più vicino ai leghisti che a noi”, hanno confidato ad Affaritaliani fonti qualificate del Pd pronosticando che sullo spinoso tema dell’immigrazione “a dover ingoiare qualche boccone amaro sarà Zingaretti e non Salvini”.

Quando ieri pomeriggio Matteo Salvini è uscito dal faccia a faccia con Draghi, si è limitato a toccare marginalmente il tema del contrasto all’immigrazione clandestina. “Non è un tema di destra o sinistra”, ha messo le mani avanti. “Chiediamo che si seguano le regole europee, le stesse che segue la Germania…”. Qualcuno, però, gli ha fatto notare che non è facile stare al governo con chi ha modificato i decreti Sicurezza e ha riaperto i porti che lui aveva faticato a chiudere. “Per me non è facile – ha ammesso – potrei essere in maggioranza con qualcuno che mi ha mandato a processo. Ma questo è sufficiente per dire no? Rispondo no”. L’apertura del leader del Carroccio al nuovo esecutivo non cancella, tuttavia, il problema. Che ora incombe come un macigno su Palazzo Chigi. La cronaca delle ultime ore ne è la riprova. L’ennesima barca di una ong internazionale (questa volta la Ocean Vikings della francese Sos Mediterranée) ha chiesto un “porto sicuro” all’Italia e a Malta e, mentre la Valletta ha fatto finta di nulla, il Viminale ha dato disco verde aprendole il porto di Augusta. Nelle prossime ore scaricherà in Sicilia 422 immigrati clandestini, otto dei quali sono risultati positivi al Covid-19. Non è un caso isolato. Solo ieri, mentre 55 stranieri venivano trasferiti sulla nave quarantena “Allegra”, veniva bloccato e soccorso un altro barcone con 67 persone a bordo nelle acque antistanti Lampedusa. La Sicilia non è certo l’unico punto di approdo. Anche sulle coste del Sulcis gli sbarchi sono all’ordine del giorno. “Non si può pensare che il problema degli sbarchi sia secondario”, spiegava nei giorni scorsi il deputato sardo di Fratelli d’Italia, Salvatore Deidda, motivando il “no” del suo partito ad appoggiare Draghi a formare un governo “con chi non ha mai messo in campo alcuna misura utile per bloccare” i clandestini.https://platform.twitter.com/embed/index.html?dnt=false&embedId=twitter-widget-0&frame=false&hideCard=false&hideThread=false&id=1356924683829080064&lang=en&origin=https%3A%2F%2Fwww.ilgiornale.it%2Fnews%2Fpolitica%2Fmigranti-dossier-che-scotta-i-dem-temono-linea-draghi-1922289.html&theme=light&widgetsVersion=ed20a2b%3A1601588405575&width=550px

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A complicare la situazione, che non appena il tempo volgerà al bello e le temperature si fanno più miti, è il pressing delle ong sul governo che ancora non c’è. Questa mattina gli spagnoli di Open Arms, che in settimana, hanno portato una cinquantina di immigrati a Lampedusa, hanno postato su Twitter la foto del relitto di un’imbarcazione. “Difficile non interrogarsi sul destino delle persone che erano a bordo – hanno poi scritto – ci auguriamo che siano riuscite ad arrivare in un porto sicuro. Questo mare è un memoriale, di vite e di morti”. Anche Alarm Phone continua a riferire di barconi dispersi in mare. La frequenza delle partenze dalle spiagge del Nord Africa si sono intensificate a tal punto da suggerire che a breve l’emergenza immigrazione tornerà ad occupare i titoli dei quotidiani e a dividere la politica. Quello del Conte bis è un lascito pesante. Draghi dovrà fare i conti con la scelta di smantellare i decreti Sicurezza e di riaprire i porti a chiunque. Le conseguenze di questa scellerata politica sono state fotografate dall’agenzia Frontex che il mese scorso ha registrato un calo degli arrivi in tutta Europa tranne che in Italia. Da noi, infatti, non solo il numero è aumentato ma è addirittura triplicato. A guardare questi dati non c’è da sperare in bene: o il nuovo governo cambia registro oppure rischiamo di replicare gli errori dell’anno scorso.

In molti, a questo punto, si stanno chiedendo come Draghi deciderà di affrontare il dossier immigrazione. Per il momento non è dato saperlo. Le opzioni sul tavolo sono due: continuare a tenere i porti aperti e accogliere chiunque arrivi in Italia oppure dare un freno al buonismo della sinistra. Come ha rilevato Alberto Maggi sul sito di Affaritaliani, i dem sono preoccupati dalla linea che potrebbe sposare l’ex governatore della Bce. Una linea che lo avvicinerebbe molto di più al centrodestra obbligando così Nicola Zingaretti a “ingoiare qualche boccone amaro”.

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