Fondazione Open, il Riesame conferma l’ipotesi di finanziamento illecito. Per Renzi è batosta doppia

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No al trasferimento a Roma e no al dissequestro dei beni dell’imprenditore Marco Carrai. Giornata nera per Matteo Renzi e i renziani, che vedono respinte le loro istanze nell’ambito dell’inchiesta sulla Fondazione Open per finanziamento illecito ai partiti in due diverse sedi: rispettivamente la Procura generale della Cassazione e il Tribunale del Riesame di Firenze. Nell’inchiesta sono indagati, oltre a Carrai e Renzi, anche Maria Elena Boschi, Luca Lotti e l’avvocato Alberto Bianchi. I fatti, come noto, si riferiscono al periodo in cui Renzi era segretario del Pd.

La Fondazione Open e il finanziamento illecito

Per il Riesame, che ha confermato il sequestro dei beni di Carrai eseguito nel novembre 2019, “l’attività svolta in concreto dalla Fondazione Open; lo scopo effettivamente perseguito; la raccolta fondi; il rapporto con il raggruppamento renziano del Pd; il finanziamento delle iniziative politiche di Matteo Renzi e di altri parlamentari, inducono fondatamente a ritenere che essa abbia agito come articolazione di partito e non abbia mai avuto una diversa operatività”. È la seconda volta che il Riesame, la cui decisione è riportata da Repubblica, conferma l’impianto investigativo. La Cassazione, infatti, aveva annullato la precedente decisione e disposto un nuovo giudizio. La richiesta era di provare in modo più consistente la natura di articolazione di partito dell’ex cassaforte renziana, che organizzava anche la Leopolda.

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Il no al trasferimento dell’inchiesta da Firenze

Ma non si tratta dell’unica batosta ricevuta dai renziani. Secondo quanto riferito dall’agenzia di stampa Adnkronos, che ha citato “fonti della difesa”, la Procura generale della Cassazione ha rigettato i ricorsi di Renzi e Boschi affinché il procedimento fosse trasferito a Roma (o in subordine a Velletri e Pistoia), per incompetenza territoriale di Firenze. Proprio in relazione alla richiesta di trasferimento da Firenze, dalle carte è emerso che durante le indagini la Procura del capoluogo fiorentino ha formulato anche una nuova ipotesi di reato, oltre al finanziamento illecito. Ora l’indagine riguarda anche presunti episodi di corruzione, reato che, però, non viene contestato né a Renzi né a Boschi.

L’indagine per corruzione emersa dalle carte

La notizia della nuova ipotesi di reato, emersa a inizio dicembre, era contenuta nelle motivazioni della Procura fiorentina che a sua volta aveva già rigettato la richiesta di trasferire la titolarità delle indagini dal capoluogo toscano. La Procura fiorentina, infatti, aveva spiegato la propria decisione con il fatto che si indaga per un reato più grave, la corruzione, che si sarebbe consumata a Firenze. In sostanza le indagini sono dedicate a scoprire se qualcuno, finanziando la Fondazione Open, ha corrotto persone legate a Renzi e alla sua fondazione. I nomi di presunti corrotti e corruttori sono per ora coperti dal segreto istruttorio.

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