“È la rotta migratoria più attiva…”. Ecco la verità sugli sbarchi in Italia

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Nel 2020 complessivamente i flussi migratori sono diminuiti. A registrarlo è stata l’agenzia Frontex, la quale ha annotato un numero di migranti arrivati nell’Unione Europea pari quasi a quello del 2013.

La causa è da rintracciare nella pandemia da coronavirus, la quale ha fortemente limitato partenze e spostamenti.

Per l’Italia però il quadro è risultato completamente diverso. Da noi, in controtendenza con i dati del resto dell’Ue, il numero di migranti arrivati è triplicato. Se da un lato la rotta libica, quella che ha dato i maggiori problemi negli ultimi anni, ha mantenuto quasi inalterato il flusso verso l’Italia, dall’altro i pericoli maggiori sono arrivati dalla Tunisia.

I numeri di Frontex

Secondo l’agenzia europea, i migranti che sono riusciti ad approdare nell’Unione Europea nel 2020 sono stati 124.000. Rispetto all’anno precedente, il balzo indietro è stato del 13%. Ma soprattutto, si è tornati ai livelli del 2013, ben prima quindi delle annate record del 2015 e del 2016, le quali hanno impresso una forte accelerazione ai ritmi dei flussi migratori.

Nel Mediterraneo sono sempre tre le rotte attive: quella orientale, quella occidentale e infine quella centrale, che riguarda da vicino il nostro Paese. C’è poi la via terrestre, coincidente grossomodo con la rotta balcanica. Quest’ultima ha contribuito a portare illegalmente in Europa 26.928 migranti. Buona parte dei flussi ha a che fare invece ovviamente con il Mediterraneo.

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La rotta orientale e quella occidentale hanno visto un notevole ridimensionamento del numero di sbarchi. Nella prima la riduzione rispetto al 2019 è stata addirittura del 76%, con complessivi 19.861 migranti approdati tra Cipro e Grecia nell’anno appena concluso. Un dato che colpisce particolarmente, soprattutto perché all’inizio del 2020 era proprio questa la rotta maggiormente sotto osservazione. Un anno fa il presidente turco Erdogan, per tenere sotto ricatto l’Europa, ha aperto le frontiere terrestri e marittime con la Grecia. Questo ha provocato un’iniziale impennata nel flusso migratorio, ma la risposta di Atene ha permesso di rimettere sotto controllo la situazione. Fino a ridimensionare in modo significativo il dato finale dei migranti sbarcati.

Lungo la rotta occidentale invece sono state 16.969 le persone approdate, con una diminuzione del 28% rispetto al 2019. C’è però da sottolineare, come evidenziato dallo stesso documento di Frontex, che la Spagna, maggiormente interessata da questa rotta, ha dovuto fare i conti nel 2020 con un importante aumento di sbarchi nelle isole Canarie. La “rotta atlantica”, favorita da un’impennata di partenze dall’Africa occidentale, ha portato sul suolo del Paese iberico più di 22.000 migranti, numero più alto dal 2009, anno in cui Frontex ha iniziato a registrare i dati.

La nota dolente riguarda soprattutto il Mediterraneo centrale. Tra Italia e Malta sono arrivate illegalmente 35.628 persone. L’aumento rispetto al 2019 è del 154%. Un’impennata drammatica, specialmente perché ha coinvolto un Paese, quale il nostro, molto coinvolto nella gestione dell’emergenza coronavirus. La sovrapposizione delle due emergenze, sanitaria e migratoria, ha creato guai e fallimenti lungo tutto il 2020.

Le prospettive per il 2021

Così come per gli altri anni, sono stati i siriani a detenere il primato di cittadini arrivati illegalmente nell’Ue. Questi ultimi hanno sfruttato soprattutto le rotte occidentali e balcaniche. A seguire ci sono invece marocchini, tunisini ed algerini. A preoccupare maggiormente è la situazione in Tunisia: il Paese nordafricano, come certificato nei giorni scorsi dall’Ufficio Europeo per il Sostegno all’asilo, rischia un autentico collasso economico. E se nel 2020 ha contribuito a portare quasi la metà dei migranti sbarcati in Italia, nel 2021 la situazione potrebbe essere ancora più grave.

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