La Molisana celebra la “pasta dal sapore littorio”. Ed è subito bufera politicamente corretta

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Probabilmente La Molisana pensava di rendere il giusto omaggio a una parte di Storia che appartiene allo storico marchio di pasta. Ma è il 2020 e anche questo si scontra con gli isterismi politicamente corretti.

La Molisana: “Sapore littorio e gusto coloniale”

Alcuni formati di pasta del marchio La Molisana, nelle loro descrizioni, non rinnegano affatto né l’eziologia del nome né il momento storico in cui sono nate. E’ il caso delle Abissine e delle Tripoline, i cui nomi non lasciano adito a dubbi, che dalla stessa azienda vengono definite: “di sapore littorio e di gusto coloniale”.

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Tripoline, Bengasine, Assabesi e Abissinie

Anche sul sito La Molisana rivendica le origini “scorrette” dei nomi e dei formati della loro pasta che, in un insieme di neologisimi del marketing e di richiami al passato, descrive come “formato dal nome che è già storytelling… Negli anni Trenta l’Italia celebra la stagione del colonialismo con nuovi formati di pasta: Tripoline, Bengasine, Assabesi e Abissine. La pasta di semola diventa elemento aggregante? Perché no. Di sicuro sapore littorio, il nome delle Abissine Rigate all’estero si trasforma in “shells”, ovvero conchiglie”. Le Tripoline n.68 vengono invece descritte così:  “Il nome evoca luoghi lontani, esotici ed ha un sapore coloniale”.

Ferro (La Molisana): “Abbiamo cambiato le schede”

Rossella Ferro, responsabile del marketing de La Molisana, dopo il putiferio scatenato da chi, evidentemente, non ha molto da fare che cercare polemiche pure sui pacchi di pasta, replica così: “Non abbiamo alcun intento celebrativo quando parliamo di questi formati storici, nati negli anni ’30. E infatti abbiamo appena provveduto a cambiare le schede descrittive dei prodotti. Siamo molto attenti alla sensibilità dell’opinione pubblica e in questo caso l’unico errore è stato non ricontrollare tutte le schede affidate all’agenzia di comunicazione. E invece è la conferma che non si può perdere di vista nemmeno un dettaglio. Ribadisco che per noi non c’è alcun sentimento di celebrare quel periodo storico”. Ma, va da sé, per alcuni non rinnegare le origini e celebrare ormai sono sinonimi – non per noi, comunque.

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