Giuseppe Conte, per i renziani “è evidente che vuole rompere”: la fondazione tolta dalla manovra rispunta nel Recovery Plan

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Et voilà. Rispunta, dal cilindro del governo, ancora lei: la fondazione – ora “centro nazionale di ricerca e sviluppo” – per la Cybersecurity, progetto che tanto aveva fatto arrabbiare non solo Italia Viva, ma anche il Pd. Tanto che il premier Giuseppe Conte, dopo averla fatto inserire in un emendamento alla legge di bilancio, l’aveva poi fatta ritirare. Ma in politica nulla è definitivo. E così, magia natalizia o di Capodanno, oggi gli attoniti esponenti di Italia Viva se la sono ritrovata nella nuova stesura del Recovery Plan, quella che i ministri Roberto Gualtieri ed Enzo Amendola hanno loro consegnato, in cambio delle 61 osservazioni dei renziani. 

Il progetto ricompare al paragrafo intitolato “Investimento 1.4 Cybersecurity”:  “Con l’obiettivo”, si legge, “di assicurare le infrastrutture e competenze per prevenire e rispondere alle minacce cyber, l’investimento mira alla creazione di un centro nazionale di ricerca e sviluppo in cybersecurity. Include inoltre una serie di interventi per il rafforzamento del perimetro di sicurezza nazionale cibernetica (PSNC)”. 

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E dire che non solo Iv, ma anche il Pd aveva bocciato la proposta, assieme alla scelta di mantenere la delega ai Servizi. “E questa che roba è?”, sono saltati sulla sedia gli esponenti di IV alla vista della paginetta, durante l’incontro al Mef, chiedendo spiegazioni a Gualtieri e ad Amendola. “Volete dirci che la fondazione tolta dalla manovra rispunta nel Recovery Plan?”. I due ministri, con qualche imbarazzo, hanno glissato. 

“Il Recovery Plan deve pensare al futuro, non al presente del premier”, s’infuria Matteo Renzi, appena informato della novità. “A questo punto è evidente che  vuole rompere”, è l’analisi che fa coi suoi. Ma “faccia pure”, visto che “senza i nostri 18 senatori  (oggi 17 perché c’era un assente giustificato, n.d.r.) Conte oggi sarebbe andato a casa”. Tra i senatori di Iv si nota, poi, che la ricerca dei responsabili per sostituire i renziani starebbe faticando. Almeno in 6, dei corteggiati, si sono già sfilati: “3 di Toti e 3 di Udc hanno fatto ciaone a Giuseppi”, si dice. 

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