Conte: “Bonus Natale da 500 euro” Ma scatta la rivolta nel governo

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Un bonus natalizio da 500 euro riservato a chi ha subito almeno 8 settimane di cassa integrazione a causa delle limitazioni dei vari Dpcm anti-Covid.

È questa l’idea lanciata dal premier Giuseppe Conte, e resa pubblica da La Stampa, per cercare di alleviare le conseguenze della crisi economica che sta attanagliando l’Italia. Una proposta relativamente semplice ma che non avrebbe trovato sponda all’interno della maggioranza preoccupatissima per la tenuta dei conti pubblici.

Come racconta il quotidiano torinese lo scorso venerdì poco prima di mezzanotte, e dopo 7 ore di riunione in video-conferenza, il Tesoro avrebbe chiesto un nuovo collegamento d’urgenza. Alla imprevista riunione sono convocati i ministri economici, i vice del Tesoro ed i referenti dei partiti. Si deve discutere del decreto Ristori Quater, un pacchetto da 8 miliardi di euro gran parte dei quali necessari a rinviare tre scadenze fiscali (30 novembre, 16 e 27 dicembre) delle imprese. Il provvedimento arriverà entro fine mese, subito dopo il voto in Parlamento per autorizzare altri venti miliardi di spese emergenziali. Le forze di maggioranza stanno discutendo sul provedimento. La situazione non è semplicissima nonostante Forza Italia abbia annunciato la disponibilità di votare a favore purché i giallorossi tengano conto di alcune sue richieste nel successivo decreto.

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Improvvisamente ecco che l’oscurità della notte viene rischiarata da quella che Conte pensava fosse una brillante idea. L’obiettivo è quello di dare certezze a chi, a causa della burocrazia, è spesso costretto ad aspettare molto tempo per ricevere l’assegno. Ma la proposta del premier è stata accolta da una freddezza quasi glaciale. I tre vice del ministro dell’Economia Roberto Gualtieri, Antonio Misiani del Pd, Laura Castelli del M5s e Maria Cecilia Guerra di LeU, sono scettici così come lo è anche Luigi Marattin di Italia Viva. A provocare questa inaspettata reazione vi è la consapevolezza che il progetto di Conte prevede una spesa di 1,7 miliardi di euro, soldi che tra l’altro dovrebbero essere erogati dall’Inps, ente già finito nel mirino per i ritardi.

Sulla questione Marattin è stato durissimo:”Che vado a raccontare ai ristoratori con l’acqua alla gola? Vogliono riformare la cassa integrazione e renderla più efficiente? Prontissimo. Non mi chiedano di alimentare le divisioni nel Paese”. La coperta è troppo corta. Per i soli rinvii fiscali servono cinque miliardi mentre per realizzare il bonus di Conte occorrerebbe ridurre la platea del Natale senza tasse.

Forse l’avvicinarsi delle festività rende più “tenero” il presidente del Consiglio. Quest’ultimo, infatti, già lo scorso gennaio, ben prima dello scoppio dell’emergenza sanitaria, propose il bonus Befana. Un piano che, però, sparì nel nulla a causa di ritardi e del ridimensionamento del progetto sull’ incentivazione dei pagamenti elettronici. Il bonus Natale per i cassintegrati rischia di fare la stessa fine, sia per questioni di bilancio che politiche. Da Forza Italia Renato Brunetta ha spiegato ancora una volta che gli azzurri sono pronti a collaborare con maggioranza ed esecutivo per far superare la crisi economica al Paese ma “per noi è essenziale che il governo accolga alcune nostre proposte per le categorie in difficoltà”.

Addirittura anche Matteo Salvini, in una telefonata avuta con Conte, avrebbe dato un sì di massima al voto della Lega in Parlamento a favore delle nuove spese. Anche in questo caso vi è un “ma” grande quanto una casa. L’ex ministro dell’Interno del governo Conte I ha chiesto di sapere come saranno spesi i soldi e, allo stesso tempo, ha chiesto che si smetta “di parlare di bonus per monopattini”. La strada che il governo deve seguire è decisamente tortuosa ma Conte sa che deve agire in fretta perché il tempo stringe.

il giornale.it

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