Arcuri ordina solo adesso le bombole di ossigeno. Che mancano in tutta Italia

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In Italia mancano le bombole di ossigeno perché nessuno ha pensato ad ordinarle per tempo.  I farmacisti chiedono ai cittadini di riportare indietro quelle che hanno in casa e non usano più, in molte regioni si fa una ‘ricerca’ porta a porta, a volte con l’aiuto delle forze dell’ordine, ma le aziende produttrici di bombole, da maggio fino a pochi giorni fa, non hanno ricevuto alcun ordine.

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Bombole di ossigeno: l’azienda Faber contattata solo pochi giorni fa

E’ il caso della Faber, due stabilimenti, uno a Cividale del Friuli e l’altro a Castelfranco Veneto, 400 dipendenti. La Invitalia di Domenico Arcuri, il commissario straordinario per l’emergenza Covid, ha contattato l’azienda “solo qualche giorno fa, ma siamo in fase interlocutoria”, di preventivo insomma. “Tutto ciò sorprende, perché i tempi tecnici di produzione sono di 2-3 mesi”. Dunque anche con un ordine fatto oggi “le consegne avverrebbero a partire da gennaio”, spiega l’Ad di Faber, Giovanni Toffolutti.

I tempi di fabbricazioni sono di due-tre mesi

In Italia la capacità produttiva è più che sufficiente, tanto che l’offerta è superiore alla richiesta. La Faber è una delle due aziende produttrici nel Paese, con più di mezzo milione di bombole prodotte all’anno, “ma il medicale – precisa l’amministratore delegato – per noi rappresenta meno del 5% del fatturato. Detto ciò, non è un problema fabbricare elevati quantitativi, ma servono tempi di produzione e certificazione e dunque una programmazione”.

Gli ordini andavano fatti ad aprile

Da aprile, nessuno però si è preoccupato di ordinare in tempo le bombole, in vista di una possibile seconda ondata di Covid-19, e “questi contatti arrivati a distanza di mesi”, durante i quali non si è mosso nulla “ci hanno colto di sorpresa”. “Al momento abbiamo ancora solo una richiesta di quotazione da parte di Invitalia”, sottolinea ancora Toffolutti, ma “i tempi tecnici non si possono abbattere”.

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