«Tutto chiuso, non abbiamo neppure i soldi per il carburante»: i tassisti in piazza a Roma

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La protesta dei taxi infiamma Roma. «Tutto chiuso il taxi muore, abbandonati dalle istituzioni. Doveri tanti, diritti nessuno». La rabbia del settore infiamma Roma. Paura e rivendicazione concentrati anche in un solo striscione, che condensa in poche ma efficaci parole, la preoccupazione di un settore allo stremo. Ed è solo uno dei tanti slogan gridati in piazza dai tassisti italiani. Sono venuti da tutta Italia, riunendosi sotto il ministero dell’Economia e Finanze a Roma, per protestare contro i nuovi Dpcm accusati di aver messo in ginocchio un intero settore.  Tante le sigle che hanno aderito allo sciopero e partecipato alla manifestazione. Sono circa un migliaio al momento le persone in protesta davanti al ministero.

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Taxi, protesta a Roma da tutta l’Italia

«Siamo partiti da Firenze e siamo qui per protestare nei confronti di questa disattenzione irresponsabile del governo nei confronti della nostra categoria. Stanno abbandonando il mondo del lavoro. Abbiamo bisogno di aiuti concreti e reali. Non di promesse ridicole», dice all’Adnkronos Claudio Giudici, presidente Nazionale Uritaxi. Sulla stessa lunghezza d’onda Valerio Giacopinelli della Claai (Confederazione Libere Associazioni Artigiani Italiane). «Da Genova a Roma, siam partiti stanotte per stare insieme ai colleghi. Da noi si è fermato il lavoro, dalle navi ai taxi. Ci sentiamo presi in giro. Se non si muove l’economia noi moriremo. Continuando così, prima o poi qualche casino succederà».

«Noi, abbandonati dalle istituzioni»

«Non ce la facciamo più. Non abbiamo nemmeno soldi per il carburante. Le famiglie sono sul lastrico. Abbiamo fatto proposte – dice Riccardo Cacchione di Usb tassisti – abbiamo messo nostri mezzi per trasportare malati oncologici, a nostre spese abbiamo messo in sicurezza i taxi. Se non cambierà la situazione questa sarà soltanto la prima di tante manifestazioni».

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