Bassetti: «Hanno terrorizzato la gente e ora c’è la corsa in ospedale anche per quattro colpi di tosse»

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«Quattro mesi a dire che Covid-19 è una malattia mortale». E adesso è «corsa all’ospedale». Una situazione che, «al di là del fatto che c’è una seconda ondata in atto», riempie i pronto soccorso italiani di «persone terrorizzate». Questo finisce «inevitabilmente per ingolfare il percorso di tanti altri pazienti». È la riflessione di Matteo Bassetti, direttore della Clinica di Malattie infettive dell’ospedale San Martino di Genova. L’ha affermato a Un giorno da pecora su Rai Radio 1.

Bassetti: «Basta vedere che succede al pronto soccorso»

«Sono molto preoccupato», ha spiegato, soprattutto perché «sta succedendo quello che qualcuno aveva previsto». Cioè che «in questi mesi non abbiamo saputo parlare alla gente. Provi ad andare a vedere cosa succede nei pronto soccorso italiani. È convinto che tutti quelli che arrivano negli ospedali siano veramente persone che hanno bisogno di un ricovero? O sono persone impaurite dal fatto di avere magari due giorni di febbre o quattro colpi di tosse?», chiede l’esperto. «Se arrivano file immense di persone, le devi visitare». E le strutture sanitarie si intasano anche per chi ne ha davvero bisogno.

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La comunicazione che ha allarmato tutti

Bassetti punta il dito contro una comunicazione che ha allarmato. «Hanno passato 4 mesi consecutivi, in cui la situazione era decisamente più calma, a dire che questa è una malattia infettiva con effetti devastanti. Hanno detto che ci sono complicanze che durano per mesi e che la maggioranza delle persone viene intubata. E che quando non viene intubata avrà dei danni permanenti». Di conseguenza, «l’effetto non può che essere quello che vediamo», ragiona l’infettivologo.

«Ricevo centinaia di telefonate al giorno»

«Anziché dire che è una malattia oggi più gestibile, che nel 93% dei casi l’infezione» da coronavirus Sars-CoV-2 dà un quadro lieve, abbiamo passato 4 mesi a fare un’informazione per cui la gente è terrorizzata. Ricevo centinaia di telefonate tutti i giorni da persone terrorizzate a casa», ha testimoniato Bassetti. «Pensano che nell’evoluzione della loro infezione prima o poi finiranno in rianimazione». Tutto questo «è il risultato di un messaggio sbagliato».

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