Pescatori sequestrati, 43 giorni di vergognoso silenzio del governo: i familiari si incatenano (ancora) a Montecitorio

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Roma, 13 ott – “Io non mollo, a costo di perdere la vita resto qui finché non riportano mio figlio a casa. Lo voglio abbracciare insieme agli altri pescatori”. Sono le toccanti parole pronunciate ai microfoni di Quarta Repubblica da Rosetta, 73enne madre di Piero Marrone, capitano di uno dei pescherecci sequestrati dalle milizie di Haftar al largo delle coste libiche. Rosetta da giorni, lunghissimi giorni, è incatenata davanti a Montecitorio insieme alle altre madri e alle mogli dei pescatori detenuti a Bengasi da un mese e mezzo.

43 giorni di assordante silenzio

Da due settimane i familiari di questi italiani, sequestrati da chi controlla una porzione della Libia, protestano invocando la liberazione dei loro cari. Al momento però, esattamente dopo 43 giorni dal rapimento, di passi avanti concreti il governo non ne ha fatti. “Nessuna novità dalla Farnesina, non ci ha contattato nessuno, non sappiamo nulla”, dice Cristina, moglie di uno dei marittimi di Mazara del Vallo. “Ci era stata promessa una telefonata con i nostri familiari circa due settimane fa, ma ci hanno detto che la linea era caduta”, dichiara ancora Cristina. Da allora più nulla, soltanto un estenuante quanto assordante silenzio. A poco sono servite le rassicurazioni dell’esecutivo giallofucsia, che continua a dirsi fortemente impegnato per risolvere questa drammatica situazione.

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Perché in realtà il generale Khalifa Haftar continua a mostrare i muscoli, tenendo incredibilmente sotto scacco l’Italia e minacciando di processare i nostri connazionali il 20 ottobre prossimo. E’ una vicenda sempre più umiliante per la nostra nazione, incapace di fronteggiare un piccolo “ras” libico. “Il signor Conte e il signor Di Maio si affrettino a riportare a casa tutti i pescatori”, implora Rosetta. E’ una madre di 73 anni incatenata davanti alla sede del Parlamento italiano. Sta lì, composta e tenace anche al freddo di notti infinite. Non aspetta parole consolanti, non vuole pacche sulla spalla, vuole soltanto riabbracciare suo figlio. E’ un’immagine da brividi, che dovrebbe scuotere chiunque, soprattutto il lassismo del ministro degli Esteri.Video Player

Eugenio Palazzini

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