Il Cts contro il governo: “La regola dei 6 ospiti a casa ​non ha evidenza scientifica”

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Il nuovo Dpcm è stato firmato dal premier Giuseppe Conte nella notte tra lunedì 12 e martedì 13 ottobre e contiene al suo interno più che divieti veri e propri, dei suggerimenti.

Almeno per quanto riguarda il numero massimo di ospiti che si possono ricevere nella propria abitazione: sei per l’esattezza. Infatti, non è passata l’idea, portata avanti dai ministri Roberto Speranza e Dario Franceschini, secondo la quale le forze dell’ordine potessero entrare nelle case private e controllare i documenti dei presenti. Immediatamente si erano sollevate molte polemiche. Di parere contrario anche il presidente del Consiglio e il Quirinale, per cui alla fine si è giunti a scrivere nel Dpcm: “Viene fortemente raccomandato di evitare feste e di ricevere persone non conviventi di numero superiore a 6”.

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Il parere del Cts

Anche il Comitato tecnico scientifico ha espresso il suo parere sulle feste vietate in luoghi sia aperti che chiusi, e le raccomandazioni sul numero di ospiti a casa, spiegando che non vi è alcuna documentazione scientifica. Non è infatti stato scientificamente provato che limitare il numero di invitati possa incidere sul numero di contagi.Parenti, conoscenti e amici: le regole da tenere in casaCome riportato dal Corriere, il parere del Cts, coordinato da Agostino Miozzo, è stato trasmesso al governo prima della firma del premier Conte al nuovo Dpcm. In base a questa motivazione, il comitato ha quindi preso atto della scelta ma non l’ha condivisa, come invece è avvenuto in altre occasioni. Per esempio nell’aumento degli accessi al 15% nei palazzetti dello sport.

Gli esperti del Comitato tecnico scientifico hanno così scritto: “Per quanto riguarda la proposta di limitazione alla partecipazione nei ricevimenti connessi alle cerimonie civili e religiose ad un massimo di 30 persone, il Cts, rilevando l’attuale assenza di evidenze scientifiche, prende atto del numero indicato dallo schema del Dpcm, improntato al principio di massima precauzione al fine di contenere il contagio da SARS-CoV-2 nell’assoluto rispetto delle misure precauzionali e di stretta osservanza delle procedure e delle norme vigenti”.

Nessuna evidenza scientifica

Mentre per quanto concerne la proposta relativa alla raccomandazione di evitare di organizzare feste e ricevere più di sei persone non conviventi nella propria abitazione, il Cts: “Condividendo il principio ispiratore improntato alla massima precauzione connesso alla limitazione degli assembramenti nei luoghi chiusi, pur in assoluta assenza di evidenze scientifiche, prende atto del numero indicato dallo schema del Dpcm”.

il giornale.it

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