Giuseppe Conte contro Speranza per l’intervista da Fazio, il retroscena: “Non necessario né utile né fattibile”

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La disastrosa intervista di Roberto Speranza a Che tempo che fa non è piaciuta affatto a Giuseppe Conte. Il ministro della Salute ha anticipato improvvidamente il Dpcm licenziato lunedì sera, con tanto di fuga in avanti: “Feste private vietate, contiamo sulle segnalazioni”, spiegava a un attonito Fabio Fazio. Bene, il premier ha dovuto fare una precipitosa marcia indietro: le feste private non sono vietate ma “sconsigliate”, da 6 persone in su. Una bella differenza, politica e comunicativa. “Non era necessario né utile né fattibile” proporre quelle misure draconiane, si sarebbe sfogato Conte con un membro del governo secondo un retroscena del Giornale.

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Da sempre, Speranza incarna l’ala più prudente e oltranzista (per qualcuno, “terrorista”) nella lotta al coronavirus, mentre il premier è costretto a fare i conti più di ogni altro con gli umori degli elettori e con le conseguenze anche sociali di certe prese di posizione. Ecco perché dal divieto si è passati alla “forte raccomandazione sulle mascherine all’interno delle abitazioni private, in presenze di persone non conviventi – ha spiegato -. Non riteniamo di introdurre una norma vincolante ma vogliamo dare il messaggio che se si ricevono persone non conviventi anche in casa bisogna usare la mascherina”. Era troppo anche per chi, da 7 mesi, ha fatto di autoritarismo e pieni poteri la normalità istituzionale,

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