Nuovo Dpcm, ideona del governo: vietato sostare in piedi di fronte a bar e ristoranti

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 Il nuovo Dpcm ancora non c’è, verrà firmato dal premier Giuseppe Conte il 15 ottobre. Iniziano però a circolare tutte le ipotesi al vaglio del governo, che di fronte all’aumento dei contagi (dovuto anche all’incremento dei tamponi) verificatosi negli ultimi giorni, sta andando nel pallone. Dopo l’obbligo di indossare la mascherina anche all’aperto, adesso i giallofucsia starebbero pensando di introdurre il divieto di sostare in piedi di fronte a bar, locali e ristoranti. Non solo, stando a quanto riportato dal Corriere della Sera, il governo vorrebbe vietare pure ai gruppi di giovani di sostare nei parchi o in altri luoghi all’aperto. Insomma potremo uscire e ordinare tranquillamente un aperitivo, ma non si capisce come dovremmo consumarlo. In piedi davanti al bancone, a sedere stando opportunamente a distanza dagli altri avventori oppure camminando a passo svelto per strada? Al momento non è dato sapere, ma non sia mai che qualche sciagurato osi restarsene qualche secondo in piedi davanti a un locale.

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Tutto si può dire tranne che dall’inizio dell’emergenza coronavirus siano mancate proposte ridicole e provvedimenti grotteschi, più volte rivisti d’un tratto. Questa ideona si candida però a diventare una delle più incredibili. E dire che sarebbe seriamente presa in considerazione dal governo, che vorrebbe introdurre limitazioni di questo tipo per evitare di imporre un nuovo lockdown. Eppure la chiusura, totale o parziale, ancora non è stata realmente esclusa. Il sottosegretario alla Salute, Sandra Zampa, ha infatti confermato che l’esecutivo sta valutando chiusure localizzare “dove necessario”, con tanto di zone rosse in cui potrebbero essere attuati lockdown grandi o piccoli a seconda delle dimensioni dei cluster.

Ma non è tutto, perché nel nuovo Dpcm potrebbero spuntare pure strette sui trasporti e addirittura il divieto di spostamento tra le Regioni. E ancora: divieto di feste programmate nei locali pubblici, numeri ridotti di invitati ai matrimoni, limitazioni per gli spettacoli all’aperto, le fiere, le manifestazioni sportive e le cerimonie private. Mentre gli eventi di massa verrebbero del tutto vietati. Per quanto riguarda invece la riduzione degli orari dei locali il governo ha le idee, se possibile, ancora più confuse. Ma starebbe pensando anche a quella.

Alessandro Della Guglia

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