Luca Palamara rimosso dalla magistratura: dal Csm la decisione più severa possibile

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Cacciato dalla magistratura, ufficialmente. Per Luca Palamara la pena più severa decisa dalla giustizia disciplinare: la “rimozione”, stabilita al Csm da giudici laici e togati dopo tre ore di camera di consiglio. La difesa aveva chiesto l’assoluzione o solo due anni di sospensione in attesa della sentenza del processo di Perugia in cui l’ex presidente dell’Anm (2008-2012), ex consigliere del Csm (2014-2018), ma soprattutto potente leader di Unicost, la corrente di dentro delle toghe, è imputato di corruzione. 

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Palamara ha rinunciato alle ultime dichiarazioni davanti al collegio, anche se aveva annunciato di volerle fare. “Il mio avvocato è stato bravissimo, basta così”, avrebbe detto Palamara. Il comportamento dell’ormai ex giudice è stato definito di “una gravità inaudita”.  Il difensore di Palamara, il consigliere di Cassazione Stefano Giaime Guizzi, ha chiesto che quella della disciplinare non fosse “una sentenza politica”, ma nel merito dei fatti. Al momento della lettura del verdetto, Palamara era in aula. Successivamente non ha fatto dichiarazioni.

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