Uno scippava i cellulari, l’altro li rivendeva: presi due marocchini. Ecco come agivano (video)

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Dovranno rispondere di furto aggravato e ricettazione due marocchini arrestati dai carabinieri. L’ordine di custodia cautelare in carcere emesso dal gip di Torino su richiesta della Procura è arrivato sl termine di una indagine condotta tra febbraio e settembre di quest’anno dal Nucleo Operativo della Compagnia San Carlo.https://www.youtube.com/embed/sHeUJv2AeuE?wmode=transparent&rel=0

La tecnica era sempre la stessa

Il modus operandi era sempre lo stesso. Il ladro, un marocchino di 26 anni, in sella ad una bicicletta girava per le vie cittadine finché non incrociava ignari cittadini impegnati in conversazioni telefoniche. A questo punto li affiancava e approfittando della loro distrazione e della velocità di esecuzione, strappava dalle mani delle vittime il cellulare per poi scappare.In particolare, gli investigatori nel corso delle indagini hanno accertato che un marocchino di 26 anni, in sella ad una bicicletta girava per le vie cittadine finché non incrociava ignari cittadini impegnati in conversazioni telefoniche. A questo punto li affiancava e approfittando della loro distrazione e della velocità di esecuzione, strappava dalle mani delle vittime il cellulare per poi scappare.

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I due marocchini accusati di 13 scippi

Tredici gli scippi accertati ad opera del giovane, individuato nonostante in tutti i colpi avesse indossato la mascherina protettiva imposta dalle regole anticovid. I carabinieri hanno anche individuato il ricettatore dei telefonini rubati, un altro cittadino del Marocco di 34 anni. Quest’ultimo aveva il compito di sbloccare i dispositivi e resettarli, per poi poterli piazzare sul mercato nero.

I carabinieri hanno quindi condottto una indagine accurata per risalire all’autore di questi furti. Nonostante questi scippi non siano paragonabili a reati violenti, sono comunque emblematici di una città insicura e poco controllata. Infatti, sono proprio questi reati, che creano grande allarme sociale e grande insicurezza tra i cittadini. Grande merito va dato dunque agli uomini dell’Arma che hanno approcciato il caso con grande rigore e metodo, individuando e catturando i responsabili.

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