La toga rossa che ha annullato l’ordinanza di Musumeci? È stata consulente di Zingaretti: ora si spiega tutto

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Nello Musumeci non si arrende e continua a portare avanti il suo obiettivo di vuotare gli hotspot e chiudere momentaneamente i porti della Sicilia. Lo scopo è preservare la salute pubblica in un momento di pandemia. Attualmente la sua ordinanza è sospesa per la pronuncia del Tar della Sicilia, che si è espresso dopo il ricorso presentato da Roma.

Le misure proposte da Musumeci, secondo il tribunale, “involvono e impattano in modo decisivo sull’organizzazione e la gestione del fenomeno migratorio nel territorio italiano, che rientra pacificamente nell’ambito della competenza esclusiva dello Stato“. Il governatore della Regione Siciliana però non si arrende e può ricorrere all’articolo 31 dello Statuto regionale, secondo il quale “al mantenimento dell’ordine pubblico provvede il Presidente della Regione a mezzo della polizia dello Stato, la quale nella Regione dipende disciplinarmente, per l’impiego e l’utilizzazione, dal Governo regionale“.

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Nello Musumeci è tornato a parlare in queste ore in un video diffuso sui social. Il poche parole, dichiara di non voler arretrare di un passo nella sua decisione. È bene specificarlo, attualmente l’ordinanza risulta solo sospesa in attesa di una pronunciazione definitiva, e non annullata. Nel suo video, Nello Musumeci getta delle ombre sull’operato del magistrato che ha impugnato l’ordinanza al Tar. “Qualcuno dice, ma è una ‘malalingua’, che è stato consulente del presidente Zingaretti che è il capo del partito più importante al Governo“, dice Nello Musumeci ribadendo di voler proseguire nella sua azione. “Al di là dei marchingegni e dei bizantinismi giuridici noi siamo convinti di essere dalla parte della ragione perchè stiamo combattendo una battaglia di civiltà a difesa della salute di chi si trova in Sicilia“, ribadisce il governatore della Regione Siciliana nel suo intervento, specificando che la sua azione sia stata fatta anche a tutela dei migranti sull’isola.

“Vengono trattati come se fossero oggetto da speculazione e invece sono esseri umani sui quali finora i buonisti, i preti spetrati, i cosiddetti volontari che si battono i pugni sul petto si sono sempre voltati dall’altra parte“, accusa il Presidente che rivendica con orgoglio di aver denunciato un sistema sbagliato di gestione, davanti al quale “il Governo nazionale fa finta di non capire“. È a questo punto che arriva l’accusa più dura da parte di Nello Musumeci contro il governo, che “utilizza i magistrati compiacenti“. Il governatore della Regione Siciliana sente l’appoggio del popolo della sua terra, dei cittadini che hanno il coraggio delle loro scelte e va avanti. “Roma lo sappia. Se ne sono capaci, vincano questa battaglia. Ma la vincano con la forza della ragione, non con la ragione della forza“, ha concluso Nello Musumeci, in pieno dissenso col governo centrale.

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