Colpo di scena nel caso Viviana: “Tracce sui vestiti del cadavere”

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Ancora molti i dubbi sul giallo di Caronia. Gli inquirenti non avrebbero abbandonato l’ipotesi dell’omicidio e starebbero cercando dna di terze persone sugli abiti di Viviana.

Il caso quindi sembra ancora molto lontano dall’essere chiuso. Come riportato dal Messaggero, al vaglio ci sarebbero adesso i vestiti della dj 43enne trovata morta lo scorso 8 agosto nei boschi di Caronia, nel Messinese.

Si cerca il dna di una terza persona

I medici legali che hanno eseguito l’esame autoptico sulla donna hanno consegnato gli indumenti che indossava alla polizia scientifica. Adesso verranno fatti ulteriori esami per verificare una eventuale presenza di un dna sospetto, ovvero non appartenente né a Viviana, né al piccolo Gioele, i cui resti sono stati trovati tre giorni fa nella stessa zona. Questa ipotesi era già stata annunciata da Angelo Cavallo,il capo della procura di Patti, che si sta occupando delle indagini, che aveva parlato di “sfortunato incontro”. Qualcuno potrebbe aver aggredito madre e figlio e averli poi uccisi. Un’idea che sembrava essere stata accantonata qualche giorno fa e che adesso sembra essere ritornata al centro delle indagini. Scalzando l’altra supposizione, quella dell’omicidio-suicidio. Entrambe non erano neanche state prese in considerazione dai familiari della donna.

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Tragica fatalità o aggrediti da qualcuno?

Il marito di Viviana, Daniele, e il cugino, l’avvocato Claudio Mondello, escludono categoricamente che la madre possa aver fatto del male al suo bambino, ribadendo che aveva un amore immenso per la sua creatura. I familiari puntano quindi su un susseguirsi di tragiche fatalità che hanno portato in un primo momento Viviana a scavalcare il guardrail, presa dal panico a causa dell’incidente avvenuto poco prima, e poi all’allontanamento di Gioele. La madre, per ritrovarlo, si sarebbe quindi arrampicata sul traliccio, dal quale sarebbe poi caduta e morta. Rimasto solo, il bimbo sarebbe stato aggredito da alcuni animali. Ma anche l’idea che alcune bestie selvatiche possano aver attaccato e ucciso è stata esclusa definitivamente. L’autopsia avrebbe infatti dimostrato che i morsi ritrovati sul corpo della donna e sui resti del bambino sono stati fatti solo successivamente alla loro morte, probabilmente da animali selvatici che vivono nel bosco di Caronia, poco lontano dall’autostrada A20 Messina-Palermo.

Resta quindi in piedi l’idea che qualcuno abbia aggredito e ucciso mamma e bimbo. La famiglia Mondello ha anche smentito che la mamma di Gioele avesse tentato il suicidio a giugno: “Ha soltanto ripreso dei medicinali che le avevano dato a marzo all’ospedale di Barcellona Pozzo di Gotto, forse però ha esagerato con un dosaggio”. Si era recata nella struttura ospedaliera solo perché temeva di aver assunto una dose eccessiva. Adesso quindi si aspettano i risultati degli esami sui vestiti di Viviana per rilevare eventuali tracce di dna sconosciuto. daniele Mondello non ha abbandonato l’idea che Gioele possa essere morto vicino alla mamma e poi trascinato via da animali selvaggi.

Forse morti in momenti e luoghi diversi

Previsto per oggi un nuovo sopralluogo atto soprattutto a capire se sia possibile che Gioele sia morto nel luogo dove è stato ritrovato il corpo della madre e trascinato poi da alcuni animali nella zona dove sono stati trovati i suoi resti. L’avvocato Pietro venuti, legale della famiglia Mondello, ha spiegato che “si cercherà di capire anche che tipo di animali potrebbero essere stati e se nei dintorni ci siano delle tane. Noi pensiamo che Giole e Viviana siano morti in due momenti e in due luoghi distinti. Magari la madre aveva perso Giolee ed è salita sul pilone per tentare di avvistarlo, cadendo poi accidentalmente. Nel frattempo il bimbo forse è caduto da qualche altra parte e poi è stato assalito dagli animali. Comunque speriamo che questi sopralluoghi possano chiarire la vicenda”.

il giornale.it

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