Franco Bechis e il ricatto di Conte: “Così si vuole comprare le regionali, Mattarella deve intervenire”

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“Giuseppe Conte è intervenuto a piedi uniti sulle elezioni regionali a poche ore dalla chiusura delle liste facendo pressing sul Movimento 5 stelle perché in Puglia e nelle Marche molli i suoi candidati governatore e si unisca al Partito democratico”. Lo scrive Franco Bechis sul Tempo. Bechis ricorda un solo precedente nella storia, quello di Massimo D’Alema premier: ma quell’intervento a gamba tesa sulle regionali gli si rivoltò contro facendo lo sloggiare da palazzo Chigi. Memore di ciò, nell’intervista rilasciata al Fatto quotidiano con le sollecitazioni di Conte a Pd e M5S, il premier ha fatto marcia indietro: “Sono elezioni regionali, non politiche. Ne abbiamo già affrontate in passato. Non si tratta di dare un voto al governo”.

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Bechis poi insinua un dubbio e si chiede perché il premier nei suoi pensieri politici, “allude al più spregiudicato uso dei soldi pubblici che mai si sia provato ad immaginare”. Infatti il premier spiega che: “Queste elezioni regionali coincidono con un appuntamento storico per l’Italia. Stiamo elaborando un Recovery Plan, finanziato con ingenti fondi europei. Le Regioni saranno coinvolte in questi progetti e diventeranno anche dei centri di spesa. Ovviamente il governo non farà distinzioni di colore politico nei confronti dei governi regionali. Ma le forze di maggioranza dovrebbero avere tutto l’interesse a competere al meglio per essere protagoniste in questa partita anche a livello regionale”.  Una frase innocua, spiega Bechis, ma non lo è affatto. Secondo il direttore del Tempo il premier ha voluto dire che: “Non distinguerò, dividendo sui territori regionali il Recovery Fund, fra le Regioni governate da quei puzzoni del centro-destra e le altre. Ma ci troveremmo assai meglio se al loro posto ci fossero i miei sudditi prediletti, quelli rosso -gialli a cui posso ordinare in ogni momento il menù che voglio”. Infine Bechis chiede l’intervento di Mattarella: “Credo che anche questa intemerata del premier per le piccole elezioni in due Regioni debba fare suonare un campanello di allarme importante soprattutto sul Colle più alto della Repubblica italiana. Mi appello per quel che possa contare nel mio piccolo al presidente della Repubblica, Sergio Mattarella: il Recovery Fund non può essere lasciato nelle mani del premier, da cui va separato il prima possibile per proteggere milioni di italiani e garantire tutti quelli che ne porteranno il debito sulle spalle nei prossimi anni”.

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