Afghanistan, le uccidono i genitori? Ragazza di 16 anni prende il mitra e fa strage di talebani: una vendetta brutale

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Sembra la trama di un film ed invece è una storia vera. A Tewara, nella provincia afghana di Gohr, tra le alture impervie dell’Hindu Kush, la settimana scorsa una ragazza di 16 anni ha preso un kalashnikov e ha ucciso i talebani che avevano sterminato la sua famiglia. La storia è raccontata su La Stampa da Francesca Pac. “Un giorno polveroso della settimana scorsa, quando i Taleban piombano in casa uccidendo prima il padre e poi la madre sospettati di attività filo Kabul, Qamar Gul impugna la mitraglietta vendicatrice e fa fuoco per un’ora, a raffica. Cadono gli assassini, uno, due, tre, imprecano i feriti”.

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Gli abitanti del villaggio aiutati dalle milizie governative invece di aiutare la giovane e il fratello minore Habibullah, 14 anni, puniscono la ragazza.  “Sono rimasti in stato di choc per due giorni, non riuscivano a parlare, ma ora sono in buone condizioni” racconta a The Guardian il portavoce dell’autorità locale Mohamed Aref Aber. Qamar e  Habibullah, si trovano ora in un luogo protetto dalle forze di sicurezza e ripetono che non avevano scelta, che non hanno bisogno di vivere se devono farlo senza i genitori”

Qamar non è la prima ragazza ribelle.  Malala Yousafzai aveva la stessa età “quando, impavida, oppose la legge della scuola a quella dei connazionali Taleban e sopravvisse miracolosamente al prezzo della sfida”. In Afghanistan si stimano  100 mila vittime tra attentati, bombardamenti, rappresaglie. A maggio nello Stato Islamico nel Khorasan, presidio dell’Isis, è stato devastato “il reparto maternità di un ospedale di Kabul servito anche da Medici Senza Frontiere massacrando, per l’ennesima volta, mamme, figli e l’ambizione femminile ad emergere dal buco nero della Storia”.

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