Giuseppe Conte, Il premier vede Fabrizio Salini in segreto e tra Pd e M5s è psicodramma Rai

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Giuseppe Conte ha incontrato l’ad della Rai Fabrizio Salvini. Appuntamento che ha provocato un nuovo psicodramma nella maggioranza giallorossa. Si sarebbe discusso della riforma della governance della tv pubblica, che passerebbe per un ampliamento dei poteri proprio dell’amministratore delegato e  per una proroga dell’incarico a Salini. Circostanza, questa, che non va giù a Italia viva e Pd. Il renziano Michele Anzaldi ha iniziato con le critiche: “Se un episodio del genere fosse successo con Berlusconi, sarebbe successo il finimondo”, scrive su Facebook, “l’eventuale riforma della governance è una competenza del Parlamento, che ha l’obbligo e il dovere di tutelare il pluralismo dell’informazione. Se davvero il presidente del Consiglio pensasse di riformare la Rai parlando con tutti, compresi imprenditori privati e agenti, tranne che con il Parlamento, andrebbe peraltro contro la legge”. Dal Pd è arrivata la reprimenda di Michele Bordo, vicepresidente del gruppo Pd alla Camera dei Deputati. “Forse si tratta solo di un malinteso, Come il premier Conte sa bene, il Pd giudica altamente fallimentare la gestione di Salini, sia in termini economici ma soprattutto di garanzie sul pluralismo. La Rai è tuttora a trazione sovranista e ribadiamo che il Pd non vede l’ora che l’Ad termini il suo incarico per far uscire l’azienda dalla palude di questi mesi”. 

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Difesa d’ufficio per Salini da parte di Emilio Carelli, esponente M5s in Vigilanza. “Durante l’emergenza coronavirus la Rai guidata da Salini ha svolto appieno il suo ruolo di servizio pubblico garantendo un’informazione pluralista e un supporto prezioso a settori in difficoltà come la scuola e la cultura. Forse a qualcuno non piace l’indipendenza dimostrata da Salini e il suo indubbio tentativo di governare la Rai in modo autonomo e senza subire troppe pressioni dei partiti. E comunque certo che nell’incontro Salini non ha chiesto un prolungamento del suo mandato”. Tre voci della stessa maggioranza che si trova così di nuovo con una questione calda tra le mani, come la Rai, con il rischio di creare ulteriori problemi alla stabilità del governo Conte. 

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